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03.01.2019
LATTE, DAL 1° GENNAIO UN PREZZO DI RIFERIMENTO: PER I CONFERIMENTI A ITALATTE SARÀ DI POCO SUPERIORE A 40 CENTESIMI AL LITRO

«A partire da martedì primo gennaio il latte prodotto e conferito ad Italatte ha un prezzo di riferimento superiore, seppur di poco, ai 40 centesimi il litro», afferma il presidente della Libera associazione agricoltori cremonesi, Renzo Nolli, che riveste anche il ruolo di presidente della Federazione regionale e nazionale latte di Confagricoltura. «Iniziare l’anno con un prezzo di riferimento del latte è un ottimo inizio. Questo è il frutto del buon lavoro fatto tre mesi fa in sede di trattativa economica da parte dei rappresentanti degli agricoltori per la fornitura del latte all’industria, in cui erano state messe le basi per un prezzo previsto in un periodo medio-lungo».

Ripercorriamo rapidamente quella trattativa. Si era nel periodo tra settembre ed ottobre e Italatte, la principale società privata di ritiro e lavorazione del latte in Italia, aveva contestato e rimesso in discussione gli accordi presi alla fine del 2017, che prevedeva l’utilizzo di una indicizzazione mista basata per il 70% sulla media del prezzo del latte in Europa e per il 30% sulla quotazione media del Grana Padano con nove mesi di stagionatura.

«Proprio così -, ricorda Antonio Boselli, presidente di Confagricoltura Lombardia-. Quella decisione di Italatte che rimetteva in discussione un lungo e faticoso lavoro per la definizione diun indice che tenesse conto dei mercati reali e che potesse utilizzato ai fini della definizione del prezzo del latte alla

stalla in modo “semi automatico” aveva rappresentato un duro colpo per gli allevatori e per chi, come noi, che aveva creduto in un sistema innovativo e basato sui mercati per definire il prezzo del latte alla stalla. Tra l’altro l’indice aveva soddisfatto entrambe le parti nel 2017. Fortunatamente era stato trovato un accordo per chiudere con un prezzo medio concordato di 38 centesimi l’ultimo trimestre del 2018, ma senza rinunciare al concetto di indicizzazione, anzi rilanciandolo. Ed ecco che quell’accordo torna buono».

«In questi giorni, prosegue Nolli, Italatte sta comunicando le condizioni di cessione del latte per il 2019, secondo l’indicizzazione rivisitata nell’ottobre scorso. La somministrazione del latte all’industria è un “contratto” individuale e quindi deve essere firmato dai singoli produttori. Per questo invito gli allevatori a sottoscrivere tali contratti ed eventualmente a fare riferimento agli uffici della Libera in caso di necessità o problemi specifici. Essi potranno fornire tutta l’assistenza del caso».

Sempre in linea con gli accordi pattuiti in autunno vi è ancora un punto che deve essere definito. La tabella qualità: vi è l’intenzione di modificarla e renderla più funzionale e rispondente alle necessità di caseificazione. «Per questo, aggiunge Boselli, il contratto di somministrazione latte prevede l’utilizzo della tabella qualità in vigore attualmente fino alla fine del mese di marzo. In questi tre mesi di tempo ci incontreremo per definire una nuova tabella che entrerà in vigore automaticamente a partire dal mese successivo».

Su questo tema Nolli conferma che è in via di convocazione una Federazione regionale latte verso metà gennaio con l’obiettivo di individuare i parametri ed i relativi valori economici da attribuirvi.

«Intanto, come si nota dai valori dell’indice-latte, il mercato del latte è in crescita e presumo che per tutto il 2019 si dovrebbe mantenere su discreti livelli», dice Artemio Fusar Poli, presidente della sezione latte della Libera, ma ancora oggi non tutte le industrie di trasformazione lo stanno applicando e questo denota ancora una volta il potere dell’industria nei confronti degli allevatori. Questo è grave anche perché il nostro latte viene cercato. Anche le quotazioni del Grana sono su buoni livelli e dovrebbero tenere; quello che bisogna riuscire a migliorare è il differenziale di valore del latte tra il Grana ed il parmigiano, oggi troppo alto».


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