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Martedì 9 luglio a Roma al Ministero delle Politiche Agricole è stato presentato il Piano Maidicolo Nazionale

La situazione maidicola europea trova un analogo riscontro in Italia già denunciato da tempo Cesare Soldi, presidente di Ami, che sul tema sta lavorando da almeno un paio di anni in rapporto con le massime istituzioni del paese, Università e Ministero dell’agricoltura compresi. Ecco come Soldi descrive la situazione attuale della maiscoltura in Italia.

L'anno scorso l'Italia ha raggiunto le importazioni record di 5,7 milioni di tonnellate e la superficie nazionale coltivata a mais da granella è scesa sotto i 600 mila ettari (591 mila), anche se quest'anno c'è stata una lieve ripresa (+2%). In Italia i maiscoltori devono affrontare criticità tutte nazionali quali quelle legate alla piralide (che quest'anno sta già facendo sentire i primi effetti sulla coltura), o alle aflatossine che unite ai vincoli sulla genetica rendono più complicato competere con i produttori di Paesi dove le regole sono diverse.

A livello mondiale i consumi di mais sono in crescita e le giacenze calano. Nonostante ciò i prezzi non aumentano. Se dovessimo interrogare la famosa ' sfera di cristallo ' ci apparirebbe uno scenario internazionale piuttosto incerto. La correzione al rialzo dei prezzi legata al recente ritardo record nelle semine USA (e conseguente calo di relative superficie e rese) potrebbe essere infatti azzerata dalla certezza di produzioni e soprattutto esportazioni record dal Sudamerica e dall' Ucraina. Così le importazioni europee e nazionali potrebbero nostro malgrado continuare a crescere.

La situazione è stata portata all’attenzione del Ministro delle Politiche agricole al Tavolo Tecnico del Mais che si è riunito lo scorso 9 luglio in cui è stato presentato un piano triennale di settore che è il frutto di un lavoro durato due anni con il coinvolgimento dei massimi esperti del settore. Tra le varie proposte, spiccano in modo particolare la promozione dei contratti di filiera, il sostegno alla ricerca soprattutto in tema di miglioramento varietale e un premio accoppiato alla coltivazione del mais nell'ambito della PAC dopo il 2021, così come già avviene per altre colture in difficoltà.

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