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Berta, la suinicoltura condizionata da sanità e mercati. L'analisi del comparto all'attenzione della Sezione zootecnica della Libera

“La situazione della suinicoltura oggi è condizionata da due fattori prevalenti: i mercati e la situazione sanitaria che tra l’altro sono tra di loro molto interconnessi con ripercussioni anche sul piano internazionale”. E’ quanto afferma Davide Berta, presidente della Sezione zootecnica della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi al termine del consiglio della stessa. “I mercati dei grassi nelle ultime settimane hanno dato qualche segnale di leggera ripresa grazie alla grave crisi sanitaria dovuta ad una epidemia di peste suina africana scoppiata in Cina che le autorità sanitarie locali non sanno come fronteggiare”.

Ciononostante la situazione per i suinicoltori continua ad essere pesante. “E’ così, conferma Berta, che fornisce un quadro sintetico ma efficace sull’andamento dei mercati. Per i grassi le ultime quotazioni della Cun erano sotto l’euro e quaranta centesimo al chilo. Un anno fa la quotazione erano ben oltre l’euro e cinquanta. In un anno abbiamo perso oltre 0,14 euro al chilo che per un suino di 170 kg significano oltre 24 euro in meno. La media delle quotazioni del 2019 è stata di 1,295 euro/kg contro i 1,495 di media del 2018, con una perdita per suino di 34 euro. Dunque situazione non facile, che si estende anche ai suinetti. Per i suinetti di 30 Kg la quotazione attuale è di poco superiore ai 90 euro/capo, in leggera risalita, ma con la media dei prezzi del 2019 a 84 euro/capo contro i 102 euro del 2018”.

Ma a differenza di quanto accade in Italia a livello internazionale vi sono quotazioni ben diverse a confermare come la tensione dei prezzi su alcuni mercati venga influenzata da situazioni locali di carattere appunto sanitario o di politiche restrittive sul piano commerciale come nel caso della Russia. Prosegue Berta: “In Cina si sono superati due euro con punte di 2,212 euro/kg; in Romania siamo sull’euro e cinquanta, in Russia oltre uno e sessanta con quotazioni espresse in peso vivo; in due paesi storicamente grandi produttori di suini come la Germania 1,80 e la Danimarca 1,50 si è arrivati rispettivamente a 1,80 e 1,50 euro al chilo, con quotazioni espresse in peso morto”

Sulla situazione sanitaria, in particolare per la Psa, la preoccupazione a livello europeo è molto alta. Ci sono stati nuovi casi in Bulgaria, Romania e nella Repubblica Ceca e questo ha spinto la commissione europea a cercare soluzioni di emergenza. Relativamente al nostro paese la situazione al momento è buona ma l’attenzione deve essere tenuta al massimo livello. Di questo argomento se n’è parlato in un recente incontro della Federazione nazionale di prodotto suino.

“La FNP di Confagricoltura, informa Berta, ha formulato specifiche richieste al Ministero della Sanità al fine di tutelare l’allevamento nazionale. In sintesi: intensificazione dei controlli sanitari dei prodotti provenienti dai paesi infetti con particolare riferimento a quelli derivati da selvaggina e cinghiali e sulla tracciabilità degli automezzi in entrata da paesi infetti; confinamento degli allevamenti all’aperto (brado o semibrado); regolamentazione più restrittiva degli allevamenti familiari che più facilmente sfuggono ai controlli e alle pratiche di destinazione; prevedere zone cuscinetto in frontiera, soprattutto con la Slovenia, con abbattimento dei cinghiali”.

“Oltre a queste misure, conclude Berta, rimane fondamentale continuare a lavorare sulla biosicurezza negli allevamenti intensivi e professionali che tutelano non solo contro la Psa ma anche contro altre patologie. E a questo fine per cercare di armonizzare i controlli sulla biosicurezza il Ministero della Sanità insieme agli Istituti Zooprofilattici stanno realizzando un’indagine specifica con un questionario in grado di fare emergere il livello di biosicurezza nei nostri allevamenti. Invito gli allevatori a impegnarsi attivamente su questo fronte e a fornire la massima collaborazione.Ne va della sicurezza delle loro aziende ma di quella di tutti gli allevatori”.

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