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MALTEMPO, COLPITO PESANTEMENTE IL CREMASCO. DANNI PER MILIONI DI EURO

Il maltempo nel mese di agosto ha colpito pesantemente la parte Nord della provincia di Cremona. Gli eventi atmosferici avversi si sono abbattuti con una violenza inaudita, in particolare tre perturbazioni in dieci giorni, di cui due ravvicinate, sul territorio tra Adda e Serio fino a Soncino, con una violenza del vento accompagnato da piogge torrenziali, quasi monsoniche decisamente atipiche per il territorio Padano.

Fenomeni così violenti ed impattanti sulle colture in atto e sulle strutture che hanno messo in ginocchio l’agricoltura cremasca. Danni ancora da definire con precisione, ma parliamo sicuramente di milioni di euro. «Mai visto un vento simile in tanti anni — ha commentato Riccardo Crotti, presidente della Libera associazione agricoltori cremonesi — con una serie di eventi atmosferici di tale impatto negativo concentrati in pochi giorni».

Fienili, magazzini e stalle scoperchiate, alberi caduti, nelle aree boschive e nei pioppeti, e lungo le rive dei canali irrigui. Danni indiretti anche nelle zone non colpite dai nubifragi, in quanto gli alberi caduti hanno ostruito il corso del canale Pietro Vacchelli e di diverse rogge di primaria importanza (navigli Pallavicino e le rogge Calciana, Acquarossa, Alchina e Comuna). Si è interrotto il flusso dell’acqua per alcuni giorni con la conseguenza di avere interrotto le irrigazioni nei territori a valle.

Pesantissimi i danni per il mais, le piante prossime alla mietitura sono state spezzate dalla furia del vento. I periti delle compagnie assicurative sono al lavoro per la quantificazioni dei danni, danni che non sono rimborsabili come calamità naturale (DLGS 102/2004), che saranno risarciti dalle stesse in base alle coperture richieste. I Consorzi di difesa sono al lavoro per garantire la massima assistenza possibile ai soci.

È stata avviata la procedura per ottenere il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Sono ventotto i Comuni cremaschi che hanno dichiarato di aver subìto danni, tra strutture pubbliche, storiche, private, produttive e parchi. Anche questi ultimi hanno subito importanti danni ambientali, soprattutto nel Parco del Serio in particolare la riserva naturale della palata del Menasciutto.

I Comuni hanno raccolto i dati sui danni sia pubblici che privati, segnalati dai soggetti interessati (comprese le attività agricole); li hanno sintetizzati nella piattaforma on line RASDA al fine di attivare la possibilità della sussistenza delle condizioni per dichiarare lo stato di emergenza nazionale tramite la Protezione Civile Regionale. La procedura è parallela a quella specifica per le imprese agricole che prevede la consueta prassi di segnalazione agli UTR per attivare la procedura specifica per le imprese agricole normata dal DLGS 102/2004. Entro un mese, i vertici di Palazzo Lombardia potranno chiedere al governo lo stato di calamità. Una volta riconosciuto, sarà possibile accedere ai benefici anche da parte delle imprese agricole per i danni subiti alle strutture.

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