1° giugno, Giornata del Latte

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È pronta alle nuove sfide, da costruire lungo il percorso obbligato e vincente della sostenibilità economica, sociale ed ambientale, la filiera cremonese del latte, tra i principali protagonisti del comparto in ambito regionale e nazionale. E proprio questo sarà il tema al centro dell’importante iniziativa che la Libera Associazione Agricoltori Cremonesi organizza in occasione della Giornata Mondiale del Latte di mercoledì 1° giugno: l’appuntamento è fissato per le 9.30 presso il Padiglione 1 del Centro Congressi di CremonaFiere, per la tavola rotonda dedicata al percorso del latte dal produttore al consumatore, promossa insieme all’Università Cattolica. Interverranno esponenti di primo piano del settore produttivo, delle organizzazioni di rappresentanza, del mondo istituzionale e del territorio. Dopo i saluti introduttivi di Riccardo Crotti (presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi e di Confagricoltura Lombardia), del sindaco di Cremona Gianluca Galimberti e di Mirko Signoroni, presidente dell’Amministrazione Provinciale, sarà il direttore de La Provincia, Marco Bencivenga, a moderare il confronto tra sei protagonisti: Gian Marco Centinaio (sottosegretario al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali che ha guidato nel Governo Conte 1), Piero Frazzi (direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna), Massimiliano Giansanti (presidente di Confagricoltura e vicepresidente del Copa, Comitato delle organizzazioni agricole europee), Guendalina Graffigna (professore ordinario di Psicologia dei consumi e della salute all’Università Cattolica), Giovanni Guarneri (coordinatore nazionale del settore lattiero caseario dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari) e Marco Trevisan, preside della Facoltà di Scienze, agrarie, alimentari e ambientali della Cattolica. ≪L’appuntamento annuale del settore lattiero caseario cremonese — spiega il presidente Crotti — dopo due edizioni digitali torna finalmente in presenza, in questa nostra città candidata (con tutte le carte in regola) a capitale mondiale del latte. Oggi il settore lattiero caseario, come del resto tutta la zootecnia, e chiamato a rispondere ad una sfida tanto importante quanto decisiva. Mi riferisco ovviamente al tema della sostenibilità nelle sue tre differenti declinazioni, tutte strettamente interconnessi fra loro: quelle economica, sociale ed ambientale. Come agricoltori e allevatori, siamo da sempre in prima fila nella difesa e nella salvaguardia del contesto ambientale e del benessere animale, senza i quali il nostro lavoro non potrebbe avere alcun stabile fondamento. Da sempre, però, ricordiamo anche la necessità di un adeguato ritorno economico per le nostre imprese, alle quali nessuno (a partire da noi) può chiedere di lavorare in perdita≫. Conciliare al meglio produzione e sostenibilità economica, sociale ed ambientale è oggi requisito essenziale per garantire a tutti e stabilmente cibo di qualità, sicuro e ad un prezzo comunque accessibile. Un obiettivo comune, una partita nella quale ogni anello della catena ha un ruolo insostituibile. ≪Per questo bisogna lavorare insieme — conclude Crotti — ed abbiamo quindi voluto coinvolgere nella tavola rotonda del 1° giugno autorevoli rappresentanti della filiera≫. Non solo i produttori, come il presidente di Confagricoltura Giansanti; ma anche il mondo della trasformazione (Guarneri illustrerà tra l’altro il progetto di un polverizzatore), quello del comparto accademico e della ricerca applicata – con i docenti universitari Graffigna e Trevisan -, gli enti tecnici (Frazzi) e la politica con il sottosegretario Centinaio.

Nel World Milk Day lotta alle fake news

Dal 2001 il 1° giugno e stata convenzionalmente scelta come data per celebrare il latte, la bevanda-alimento che costituisce la base della nutrizione quotidiana nel mondo fin dalla prima infanzia. A stabilire che ci fosse bisogno di un ≪World Milk Day≫ sono stati la Fao e l’Organizzazione delle Nazioni Unite, allo scopo di valorizzare non solo il prodotto in sé, ma anche l’intero settore lattiero-caseario a livello globale.

Secondo un recente report realizzato da Ismea – Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, la produzione di latte bovino in Italia e destinata ad aumentare del 10-15% nell’arco di cinque anni, con un tasso di variazione medio annuo del 2-3%. La maggiore disponibilità di materia prima determinerà una contrazione delle importazioni di latte dall’estero stimata nell’8% in volume. In parallelo, sostengono gli esperti di Ismea, aumenteranno in misura significativa anche le esportazioni, con un trend di crescita del +25% in volume nel quinquennio. In Italia l’autosufficienza teorica in termini di materia prima verrà raggiunta in pochissimi anni: oggi si attesta all’80%; la crescita produttiva registrata in Italia negli ultimi cinque anni si è concentrata soprattutto nelle regioni del Nord del Paese: in testa alla classifica figura la Lombardia con un +19%.

Unione Nazionale Consumatori e Assolatte hanno realizzato una ≪Guida per sfatare false credenze≫. Una delle più diffuse fake news e quella secondo cui bevendo latte si ingeriscono sostanze inquinanti, ma latte, yogurt, formaggi e burro sono assolutamente sicuri e salubri perché soggetti a rigide prescrizioni e a costanti verifiche lungo tutto il processo di lavorazione. Le aziende controllano tutte le fasi della produzione. L’uso di ormoni è vietato in Italia e in tutta Europa, mentre per gli antibiotici — utilizzati solo quando indispensabili per curare gli animali malati – esistono precise regole di impiego e di sospensione. Altra fake news molto diffusa e quella secondo cui il latte magro contiene meno calcio e provoca tumori. È vero, anzi, il contrario ed e falso anche che il latte crudo sarebbe molto più ricco di quello pastorizzato e che il latte non andrebbe bevuto dagli adulti anche perché faciliterebbe la comparsa di alcuni tumori. Si tratta di allarmismi e dati mal interpretati, infatti ampi studi dimostrano invece un effetto protettivo del latte e dei latticini, in particolare per i tumori del colon-retto e del seno. E assolutamente falso anche che bere latte da adulti sia innaturale. L’uomo, infatti, beve latte animale da almeno 10 mila anni: questo lo rende naturalmente presente nella dieta umana e parte integrante dell’evoluzione dell’uomo, che ha così da sempre avuto a disposizione un alimento ricco di nutrienti facilmente assimilabili.

≪Il ruolo nutritivo del lattosio nella dieta dell’uomo e stato sempre sottovalutato e spesso frainteso, poiché ci si è soffermati all’approfondimento e alla comprensione del solo aspetto problematico, piuttosto che del ruolo alimentare≫, scrive Assolatte nell’ultimo numero del suo magazine di approfondimento. Andrea Ghiselli, presidente Sisa – Società italiana di scienze dell’alimentazione, porta invece alla luce un aspetto poco considerato finora, ovvero gli effetti nutritivi del lattosio anche in età adulta. Come evidenziato dall’autore, il lattosio è uno zucchero molto diverso dagli altri: ha un indice glicemico basso, non è cariogeno, non induce reazione di ricompensa, migliora l’assorbimento intestinale del calcio. E, soprattutto, svolge un’azione bifidogenica, migliorando il microbiota intestinale soprattutto nei soggetti con ridotta capacità di digerirlo. Il lattosio è quindi, a tutti gli effetti, uno zucchero speciale, degno di un trattamento diverso perché, diversamente dagli altri zuccheri, esercita effetti benefici per l’uomo ed e quindi correlato in maniera inversa e non diretta alle patologie croniche.

Fonte: La Provincia