3° Forum regionale per lo Sviluppo Sostenibile 2022: Filiere produttive “green”

Si sta svolgendo in Regione Lombardia il “3° Forum regionale per lo Sviluppo Sostenibile 2022”, la rassegna annuale che raccoglie la voce del territorio e della società lombarda sulla sostenibilità. Questa edizione permetterà di rendere conto degli sforzi compiuti durante la legislatura, di coinvolgere le molte realtà che contribuiscono a realizzare gli obiettivi di Agenda2030 sul territorio e di trarre ispirazione per l’attività e la visione dei prossimi anni, anche grazie al dialogo con figure istituzionali di alto profilo.

Al coinvolgimento degli attori sociali ed economici si affianca quello dei diversi livelli di governo, la cui collaborazione è un fattore chiave nell’ottica dello sviluppo sostenibile, e dei soggetti pubblici e privati che partecipano alla governance del territorio. Il Forum si tiene tra il 19 e il 22 ottobre, mentre la giornata del 18 ottobre è stata dedicata all’educazione ambientale.

Il rapporto tra filiera agricola e sostenibilità è stato al centro di una sessione di lavoro “Imprese innovative sostenibili, la strada verso una prosperità a lungo termine” nella quale hanno portato le loro testimonianze e riflessioni sul tema il presidente di Confagricoltura Lombardia, Riccardo Crotti, gli imprenditori Danio Federici (Pieve Ecoenergia di Cingia de’Botti, in provincia di Cremona) e Mario Vigo (Azienda Agricola Folli, Milano), Leo Gasparri (responsabile sostenibilità Heineken Italia), Marco Bernasconi (Ceo, fondatore e titolare di Flanat Research Italia) e Alessandro Fede Pellone, presidente di Ersaf Lombardia.

Un ‘viaggio ’ tra la naturale vocazione verde del settore primario aperta dal racconto di Federici attorno al progetto avviato quattro anni fa quando poteva sembrare fin troppo ambizioso, ma ora perfettamente in linea con le esigenze dei tempi, di un’azienda agricola autenticamente 4.0. Due impianti di biogas per la produzione di energia elettrica, il nuovo impianto per il biometano, la trasformazione in latte ed energia. Le conclusioni sono state

Le conclusioni sono state affidate al presidente Crotti, che ha presentato un rapido excursus sulle prospettive di un comparto per il quale non tira una buona aria in Europa. “Le nostre produzioni non temono confronti di sorta a livello internazionale per qualità, sicurezza e rispetto dei più rigorosi protocolli sanitari; eppure fin troppo spesso si cerca di ostacolarle (come testimonia anche la proposta del nuovo regolamento europeo su Dop e Igp, che deve essere respinto). Per noi la sostenibilità ambientale costituisce da sempre un obiettivo fondamentale”.

Gli agricoltori sono i primi a difendere l’ambiente – ed a farlo bene – senza peraltro averne nulla in cambio dallo Stato che grazie a questo lavoro risparmia notevoli risorse; questo per dire che anche la sostenibilità economica andrebbe presa in seria considerazione. Le imprese agricole danno lavoro, garantiscono tenuta sociale, non hanno mai interrotto la loro attività neppure nel periodo più duro del Covid. Garantiscono cibo in tempi nei quali questo obiettivo non è poi così scontato, e lo fanno nonostante uno spaventoso incremento dei costi di produzione e sempre più frequenti avversità naturali, dalla siccità alle bombe d’acqua alla grandine. Si chiede che si sviluppi un contesto più consapevole e rispettoso del ruolo dell’agricoltore: con meno ‘no’ preconcetti ed ideologici, la giusta fiducia nella scienza e nella ricerca. Come si chiede una seria politica di contrasto al rischio della siccità che ‘massacra’ i raccolti. A partire dalla bacinizzazione del Po, che non può più aspettare.

Fonte: Quotidiano “La Provincia” del 21 ottobre

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