Psr, Scontro sulla proposta di ripartizione dei fondi

Gli assessori delle 15 regioni sostenitrici del criterio di riparto oggettivo scrivono al ministro Patuanelli e sottolineano l’urgenza di assumere una decisione, mentre la possibilità di una intesa a maggioranza prospetta il rischio di un possibile ricorso

Continua il confronto tra le regioni italiane sul criterio di riparto da adottarsi per il Fondo europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale sull’attribuzione delle risorse tra i Programmi di sviluppo rurale 2014-2020 sul periodo di transizione 2021-2022.

Il piano di riparto delle risorse per il periodo di transizione 2021-2022 presentato dal Ministro Patuanelli, rappresenta un tentativo di mediazione tra due scenari che hanno fortemente diviso per mesi le Regioni: da una parte, l’ipotesi di stabilire l’assegnazione delle risorse basandosi su nuovi criteri e solo in misura residuale sulla base dei criteri storici, sostenuta da 15 Regioni Italiane e Province Autonome; dall’altra la richiesta di 6 Regioni – Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Umbria – di mantenere il metodo storico di riparto.

Il punto di incontro suggerito dal Ministro prevede l’introduzione nel 2021 di un 30% di questi nuovi criteri, definiti oggettivi e che comprendono ad esempio la produzione lorda vendibile, la superficie agricola utile, il numero di imprese, e il mantenimento del 70% dei parametri storici, e il ribaltamento delle percentuali nel 2022, con i criteri oggettivi a incidere per il 70% e i parametri storici per il restante 30%.

Della non intesa unanime in sede di Commissione Politiche agricole il 30 marzo scorso, lo si apprende dalla lettera scritta il 2 aprile scorso al Ministro dagli Assessori regionali all’Agricoltura delle 12 regioni del Centro-Nord in competitività – dalla Valle d’Aosta al Lazio, incluse le tre regioni in transizione (Sardegna, Molise e Abruzzo).
Va detto che il ministro, nello specifico caso del riparto delle risorse, potrebbe anche procedere con un’intesa a maggioranza in Conferenza Stato-Regioni ma, viste le dure contestazioni delle cinque regioni del Sud e dell’Umbria, ciò esporrebbe il decreto ministeriale ad un possibile ricorso in sede amministrativa da parte delle sei regioni contrarie, con effetti paralizzanti di lunga durata.

Intanto, con la lettera del 2 aprile, le 15 regioni del Centro-Nord esprimonocondivisione e pieno sostegno rispetto alla proposta del Ministero. Chiedendo una decisione a breve: “poiché i nostri Psr hanno completamente impegnato tutte le risorse programmate, le rappresentiamo l’estrema urgenza di procedere quanto prima all’assegnazione delle risorse 2021-2022 per poter sostenere con nuovi bandi lo sforzo straordinario che il settore rurale ha messo in campo nell’attuale crisi pandemica”.