A Berlino rinviato al 2023 il divieto sul Glifosato, caos sulle regole comuni europee

Secondo quanto stabilito in un testo di legge riguardante la protezione degli insetti, approvato nei giorni scorsi dal Parlamento tedesco, l’uso del glifosato sarà consentito in Germania fino a fine 2023, poi scatterà il divieto. A livello europeo, invece, l’utilizzo di tale sostanza sarà consentita fino al 15 dicembre 2022.

All’interno della nuova legge tedesca, sono presenti anche una serie di limitazioni a proposito dell’utilizzo dei prodotti chimici in prossimità di corsi d’acqua e aree protette. Verranno introdotte nuove regole volte a ridurre l’inquinamento luminoso dannoso per gli insetti. Secondo quanto dichiarato dalla ministra dell’Ecologia, Svenja Schulze, la protezione degli insetti è fondamentale per garantire il futuro del settore agricolo.

L’associazione degli agricoltori tedeschi (Dbv) ha contestato le decisioni prese dal Parlamento soprattutto in merito alla perdita di competitività rispetto agli altri Stati membri dell’Unione. Il governo dopo aver riconosciuto che i produttori dovranno sostenere un aumento dei costi, ha stanziato l’erogazione di aiuti remunerativi per un ammontare di 65 milioni.

Anche gli agricoltori francesi, se decideranno di escludere il glifosato dai processi di produzione, riceveranno un sostegno pubblico. La Commissione Ue, alla metà di maggio, ha autorizzato l’aiuto di Stato, che verrà erogato sotto forma di credito d’imposta, pari a 2.500 euro. Il ministero dell’agricoltura ha indicato che l’aiuto è destinato principalmente ai seminativi, alla viticoltura e ai frutteti, ma potranno beneficiarne anche le aziende zootecniche con una significativa produzione aziendale di colture per l’alimentazione del bestiame.

A livello europeo, sono state rese note dall’Efsa (Autorità per la sicurezza alimentare) le conclusioni del rapporto preliminare congiunto, redatto su richiesta della Commissione, dagli enti scientifici di Francia, Paesi Bassi, Svezia e Ungheria.

In tale rapporto, il glifosato, non viene considerato cancerogeno, mutageno e tossico per la riproduzione. Nonostante siano necessarie ulteriori analisi riguardanti l’impatto della sostanza sulla biodiversità, vi sono le condizioni necessarie al fine di prolungare l’autorizzazione all’utilizzo di tale prodotto in scadenza nel dicembre 2022.

Terminata la procedura di revisione del rapporto preliminare, aperta anche al pubblico, spetterà alla Commissione presentare formalmente una proposta sull’eventuale rinnovo dell’autorizzazione.

Fonte: Agrisole