Acqua Bettoni (Dunas): «Più risorse per ammodernare il sistema irriguo»

«A livello locale il nostro Consorzio è comunque impegnato in numerosi interventi, piccoli ma fondamentali Così cerchiamo di dare risposte immediate, puntuali ed efficaci ad esigenze che si manifestano ogni giorno»

«L’acqua è la più importante risorsa per la coltivazione nei campi e, nello stesso tempo, può essere una delle maggiori cause di danni per le popolazioni, le attività economiche e le infrastrutture: questa affermazione, pronunciata dal ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova mercoledì scorso, trova la nostra piena condivisione». Lo afferma Alessandro Bettoni, presidente del Consorzio di Bonifica Dugali – Naviglio – Adda Serio (Dunas) di Cremona. «La difesa del suolo e l’irrigazione – prosegue Bettoni – sono le attività principali che i Consorzi di bonifica sono tenuti a seguire nell’ambito dei propri fini istituzionali». Tuttavia, il presidente del Dunas sottolinea come «la canalizzazione dell’acqua per l’irrigazione ed il suo allontanamento per la difesa idraulica si basano su infrastrutture vecchie, disegnate nel corso dei secoli e che negli ultimi anni si sono dimostrate insufficienti per affrontare l’evoluzione della tecnologia e l’impatto dei cambiamenti climatici; con una presenza sempre più marcata di fenomeni atmosferici ad alta intensità che mettono in crisi la capacità di smaltimento delle acque».

Per poter fronteggiare ed ammodernare il sistema irriguo, spiega il presidente del Consorzio di bonifica, sono necessarie ingenti risorse economiche, con un necessario sostegno pubblico a causa della rilevanza sociale della gestione delle risorse idriche.

Il ministero delle Politiche agricole ha avviato da qualche anno un percorso volto a riprendere una prassi di finanziamenti consolidati prima della crisi economica del 2008, destinando risorse ad interventi irrigui e di difesa del suolo con la condizione che siano apportati reali benefici a fronte dei costi da sostenere.

«Il Dunas – afferma Bettoni – è beneficiario di due interventi, uno per l’ammodernamento della rete di distribuzione dell’acqua prelevata dal Po dall’impianto di Foce Morbasco a Gerre Borghi, ed uno di difesa del suolo per l’adeguamento della sezione di deflusso del Nuovo Quistra a Corte dé Frati, senza dimenticare il rifacimento della traversa del Canale Retorto a Cassano d’Adda, quest’ultimo già appaltato. Su un territorio di oltre 160.000 Ha, estensione territoriale del Dunas, le problematiche da risolvere sono numerose – dice ancora il presidente -, sia per l’irrigazione che per la difesa del suolo. Il Piano comprensoriale di bonifica, il documento programmatico del Consorzio per i prossimi dieci, recentemente adottato dal Dunas, prevede 47 interventi su tutto il territorio; un piano ambizioso, fortemente dipendente dalle finanze pubbliche».

Ma il territorio non necessita solo di grandi opere. Sono infatti numerosissimi quei piccoli interventi, puntuali e dai costi limitati che i consorzi possono direttamente mettere in opera a risoluzione di criticità locali, minimizzando l’impegno economico ma ottenendo risultati importanti: «Su questo aspetto – dice Bettoni – stiamo lavorando per dare risposte immediate ad esigenze ormai quotidiane».

Il presidente del Dunas interviene inoltre sui conflitti relativi all’acqua, causati dalle ridotte disponibilità per l’irrigazione a causa delle normative ambientali, dell’impossibilità ad utilizzare a pieno i laghi prealpini per farne scorta in primavera, e degli usi idroelettrici di montagna che sottraggono volumi durante la stagione secca estiva.

«Sono temi – afferma Bettoni – che esulano dalla realizzazione di infrastrutture, ma che richiedono maggior collaborazione tra tutti i soggetti a diversi titolo preposti alla gestione dell’acqua: una maggior consapevolezza sul rischio idraulico, l’oculatezza di preservare i corsi d’acqua da tombinature e speculazioni, nonché un sempre maggior coordinamento tra tutti gli attori con funzioni di salvaguardia idraulica scongiurerebbero molte delle criticità idrauliche che spesso ci troviamo ad affrontare. Ultimo, ma non di meno importanza – conclude il presidente del Consorzio Dunas -, sarebbe una vera e quantomai auspicabile azione di estirpazione della nutria dal nostro territorio: ormai infatti la maggior parte delle nostre risorse per le manutenzioni sono destinate ai rattoppi delle migliaia di caverne e frane che vengono provocate dal quel roditore».