Agricoltura, innovazione e sostenibilità: i risultati del Secondo Rapporto AGRIcoltura100

AGRIcoltura100 è un progetto pluriennale, avviato da Confagricoltura e Reale Mutua, nato con l’obiettivo di rilevare la sostenibilità delle imprese agricole e monitorarne l’evoluzione negli anni successivi.

Anche di fronte ai tempi duri della pandemia, l’agricoltura italiana non ha smesso di puntare al progresso, confermando la sua capacità innovativa. Negli ultimi due anni, infatti, l’88,7% delle imprese ha sostenuto investimenti per andare ad innovare la propria attività. E oggi, il 70,4% ritiene che sarà fondamentale continuare a farlo anche in futuro per poter crescere in sostenibilità e competitività e poter affrontare le sfide che le attendono.

Lo evidenzia il Focus Innovazione del Secondo Rapporto AGRIcoltura100, promosso da Reale Mutua in collaborazione con Confagricoltura e realizzato da Innovation Team del Gruppo Cerved per valorizzare il contributo del settore al rilancio sostenibile dell’Italia.

I risultati del Secondo Rapporto sono stati presentati da Reale Mutua, con la collaborazione di Confagricoltura, a Bologna Fiere in occasione dell’evento Sana Slow Wine Fair durante il convegno “Agricoltura 100: Rapporto 2022. Il contributo del settore agricolo e vitivinivolo alla crescita e allo sviluppo sostenibile.”

Andando ad analizzare le iniziative a carattere innovativo attuate in questo momento dalle imprese, il Rapporto evidenzia come più di una su tre (36,9%) abbia oggi un livello di innovazione alto o medio-alto. Questo è direttamente correlato al livello di sostenibilità: le imprese più sostenibili sono anche le più attente ad innovare processi e produzioni. E viceversa: la sostenibilità, valore fondamentale se si guarda al futuro, è anche il frutto di un impegno ampio e costante delle imprese verso l’innovazione. Se oggi il 31,7% innova per migliorare la propria sostenibilità ambientale, molte aziende sono impegnate anche nell’innovazione sociale, consapevoli del ruolo del settore primario verso le comunità locali. Tra le iniziative più caratteristiche, la formazione dei lavoratori su temi quali l’impresa etica, la green economy e la gestione corretta delle risorse (17,7%), e l’agricoltura sociale (12,5%), un’area che le vede attive con attività come le fattorie didattiche.

Andando più nel dettaglio, nei due anni di pandemia gli investimenti delle imprese agricole italiane hanno riguardato soprattutto la meccanizzazione dell’attività (56,6%), per dotarsi di sistemi e attrezzature di ultima generazione. Il 52,7% ha investito nel rinnovamento delle tecniche di coltivazione e il 48,2% in quelle di allevamento. Gli investimenti delle imprese, però, hanno riguardato anche la multifunzionalità, per diversificare le attività e diventare più competitive (26,4%), così come nell’aggiornamento delle dotazioni informatiche e digitali (27,1%), nel rinnovamento delle modalità di commercializzazione e marketing (26,4%) e nel potenziamento dei sistemi logistici (18,6%).

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