Agrisole – Cereali: Usda, dollaro forte e recessione frenano i listini delle commodity

Riviste al ribasso anche le stime dei raccolti mondiali di frumento ma l’arrivo sul mercato dei grani russi sta calmierando i prezzi. Prospettive deludenti per l’Europa, in ripresa invece negli Usa. Le preoccupazioni di una possibile svolta recessiva dell’economia globale e la scalata del dollaro Usa, che da inizio anno si è apprezzato del 13% raggiungendo la parità nel rapporto di cambio con l’euro (è la prima volta da vent’anni), hanno frenato i prezzi delle commodity, a partire da quelle industriali, spingendo al ribasso anche le quotazioni dei cereali. Lo comunica Agrisole riportando la rilevazione dell’Usda, il dipartimento americano dell’Agricoltura, nel Wasde di luglio. Il consueto rapporto previsionale che ha corretto al ribasso le stime sui raccolti mondiali di frumento a 771,6 milioni di tonnellate, quasi 2 milioni in meno rispetto alle indicazioni di giugno e 7 milioni sotto il dato di produzione della scorsa stagione.

I grani russi restano al momento i più competitivi e i più gettonati sui mercati internazionali, favoriti dal nuovo meccanismo che aggancia la tassa sull’export all’andamento del rublo, voluto da Mosca.

La possibilità di effettuare spedizioni addizionali hanno tenuto a freno i listini, calmierati anche dalle buone prospettive di produzione e dalla conferma di un record di esportazioni di frumenti russi, fissate a 40 milioni di tonnellate nella campagna 2022/23.

Più deludenti, per l’eccesso di caldo e la siccità, le prospettive in Europa dove l’Usda ha tagliato di 2 milioni di tonnellate la stima sul raccolto di frumento, a 134,1 milioni, contro i 138,4 di un anno fa (-3%).

Il ministero dell’Agricoltura francese ha confermato il bilancio negativo nelle campagne d’Oltralpe, comunicando la stima di 32,9 milioni di tonnellate per il frumento tenero (-7,2% su base annua) e il meno 16,6% per il raccolto di grano duro.

Numeri che sembrano contrastare con l’effetto ribassista che la pubblicazione del rapporto Usda ha generato sui future al Chicago Board of Trade, mercato che in questa fase sta dando più peso agli sviluppi della domanda cinese, depotenziata dall’ultima ondata pandemica e dalle aspettative di una crescita molto più frenata dell’economia del Dragone.

A zavorrare i listini hanno anche contribuito le migliori previsioni sui raccolti Usa sia di frumento sia di mais rispetto alle indicazioni di giugno, ma sui prezzi hanno avuto un impatto negativo anche i riconteggi degli analisti americani sulle semine a mais, che hanno alzato l’asticella rispetto alle indicazioni iniziali.

Meno lusinghiere, per la forte correzione apportata alle stime sulla produzione Usa, le previsioni di luglio sul raccolto mondiale di soia (391,4 milioni di tonnellate), con la prospettiva comunque di una crescita annua robusta, dell’ordine dell’11%. Quanto ai semi di girasole, pesa l’effetto Ucraina, dove la produzione è data in calo quest’anno del 45%. Il 25% di crescita dei raccolti argentini non basterà a compensare i vuoti d’offerta di Kiev, riferiscono gli analisti americani, che attestano l’output mondiale a poco più di 50 milioni di tonnellate, in calo del 12% rispetto alla scorsa stagione.

Fonte: Agrisole – Cereali Usda