Agroalimentare: i risultati dei controlli sulle merci importate nell’UE

Agroalimentare: i risultati dei controlli sulle merci importate nell’UE

Pubblicato dal Ministero della Salute il report sull’attività svolta nel 2021 dai PCF e dagli U.V.A.C. per verificare le garanzie sanitarie fornite dal Paese esportatore per ciascuna partita di animali e merci destinata all’importazione nell’Unione Europea.

I Posti di Controllo Frontalieri (P.C.F.) sono Uffici veterinari periferici del Ministero della Salute che, dal dicembre 2019, con l’adozione del regolamento (UE) 2017/625 sui controlli ufficiali hanno sostituito i Posti d’Ispezione Frontalieri (PIF). I PCF sono riconosciuti ed abilitati, secondo procedure dell’Unione, ad effettuare i controlli veterinari su:

  • animali vivi,
  • prodotti di origine animale,
  • alimenti di origine non animale,
  • mangimi,
  • materiali e oggetti destinati a venire a contatto con alimenti (MOCA),

provenienti da Paesi terzi e destinati al mercato dell’UE o in transito verso altri Paesi terzi con le modalità di cui al regolamento (UE) 2017/625 e dei relativi atti delegati e di esecuzione e del decreto legislativo 2 febbraio 2021, n° 24.

Al 31 dicembre 2021 risultano essere abilitati ai controlli 28 P.C.F. Complessivamente l’attività viene svolta, in relazione alle esigenze geografiche e commerciali, presso 8 aeroporti e 20 porti.

Importazioni di animali, prodotti di origine animale e mangimi di origine animale

Nel 2021 i P.C.F. italiani hanno sottoposto a controllo per l’importazione sul territorio nazionale 41.870 partite di animaliprodotti di origine animale (o.a.) e mangimi di origine animale da oltre 100 Paesi terzi con un incremento del 12,7% rispetto all’anno precedente. Il controllo è stato di tipo sistematico, su ogni partita, al fine di verificare la correttezza della documentazione e l’identità del prodotto. L’ispezione sanitaria sulle merci di interesse veterinario è stata condotta invece con una frequenza di controllo diversa a seconda della tipologia e del Paese di provenienza sulla base delle indicazioni stabilite dalla legislazione dell’UE. Quando ritenuto opportuno dai veterinari ispettori, oppure in osservanza di specifiche istruzioni ministeriali o dell’UE, il controllo fisico è stato integrato da un controllo di laboratorio. La media percentuale del controllo di laboratorio rispetto al totale delle partite sottoposte a controllo fisico è stata nel 2021 del 6,5%, percentuale di poco inferiore rispetto a quella riscontrata nel 2020 (7%). I respingimenti, in numero di 101 partite di merci sono risultati pari allo 0,2% circa delle partite presentate all’importazione con una percentuale di poco inferiore a quella riscontrata nel 2020 (0,3%). In relazione alla tipologia di controllo (documentale, di identità, fisico, di laboratorio), sono risultati prevalere i respingimenti causati da carenze documentali con percentuali analoghe a quelle riscontrate nel 2020: il 48,5% è stato effettuato a seguito di controllo documentale, il 18,8% a seguito di controllo fisico, il 7,9% a seguito di controllo d’identità, il 5% a seguito di controllo di laboratorio ed il restante 19,8% per altri motivi.

Importazioni di alimenti e mangimi di origine vegetale e MOCA

Nel 2021 i P.F.C. italiani hanno sottoposto a controllo per l’importazione sul territorio nazionale 151.100 partite di alimenti e mangimi di origine vegetale e MOCA. La media percentuale del controllo di laboratorio rispetto al totale delle partite sottoposte a controllo fisico è stata nel 2021 del 75,5%. I respingimenti, in numero di 160 partite di merci sono risultati pari allo 0,1% circa delle partite presentate all’importazione. In relazione alla tipologia di controllo (documentale, di identità, fisico, di laboratorio), sono risultati prevalere i respingimenti causati da positività a seguito di controlli di laboratorio: il 26,9% è stato effettuato a seguito di controllo documentale, l’1,9% a seguito di controllo fisico, lo 0% a seguito di controllo d’identità, il 36,9% a seguito di controllo di laboratorio ed il restante 34,3% per altri motivi.

Uffici Veterinari per gli Adempimenti degli obblighi Comunitari (U.V.A.C.)

Oltre ai P.F.C. l’attività di controllo è espletata anche dagli U.V.A.C. che sono uffici periferici del Ministero della Salute istituiti con il decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 27, recante attuazione della direttiva 89/608/CEE relativa alla mutua assistenza tra autorità amministrative per assicurare la corretta applicazione della legislazione veterinaria e zootecnica. Nati a seguito dell’abolizione dei controlli alle frontiere fra i Paesi membri della Comunità Europea, conseguente all’attuazione del Mercato Unico, essi mantengono al livello statale la responsabilità dei controlli a destino sulle merci di provenienza UE. Nel 2021 a seguito dell’entrata in vigore del regolamento (UE) 2017/625, è stato adottato il decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 23 in materia di controlli ufficiali sulle partite di animali, materiale germinale, prodotti di origine animale, sottoprodotti e prodotti derivati di origine animale provenienti da altri Paesi membri dell’Unione e delle connesse competenze degli U.V.A.C. Con tale decreto è stata abrogata la precedente normativa in materia di scambi intra-UE.

I compiti prioritari degli U.V.A.C. in riferimento alle merci (animali e prodotti di origine animale) di provenienza dagli altri Paesi dell’UE sono costituiti da:

a) determinazione, su indicazioni generali o particolari del Ministero della Salute delle percentuali di controllo in funzione del tipo di merce e della provenienza;

b) applicazione, in coordinamento con i Servizi Veterinari delle Regioni e delle Aziende Sanitarie Locali (A.S.L.), dei provvedimenti restrittivi emanati dal Ministero della Salute o dall’UE;

c) coordinamento e verifica dell’uniformità, in collaborazione con le Regioni, delle attività di controllo effettuate dai servizi veterinari delle AA.SS.LL.;

d) gestione dei flussi informativi relativi alle merci oggetto di scambio intra-UE;

e) consulenza tecnico-legislativa anche in caso di contenzioso con l’UE.

Nel 2021 gli U.V.A.C. hanno svolto una preziosa opera di coordinamento dell’attività di vigilanza e controllo veterinario sulle partite di animali e merci provenienti dagli altri Stati membri dell’Unione europea.
Il numero di operatori registrati (35.892) è diminuito dell’8,6% rispetto al 2020. E’ importante sottolineare che dal 1996 il numero di operatori registrati (9.981) è comunque aumentato del 260% a testimonianza di un continuo incremento del volume dei traffici intra-UE e di una progressiva maggiore responsabilizzazione da parte degli operatori ottenuta anche grazie all’incisiva azione di controllo di U.V.A.C. e AA.SS.LL.

All’aumento del numero di operatori registrati ha in buona parte contribuito anche l’allargamento progressivo dell’UE. Sono state sottoposte a controllo documentale e fisico 7.144 partite (0,29% del totale) e 3.349 di esse sono state sottoposte a controlli di laboratorio. Il controllo veterinario ha portato al respingimento/distruzione di 26 partite di merci potenzialmente pericolose per la salute del consumatore o per la salute degli animali. Più in particolare si è trattato di 9 partite di prodotti ittici e 6 di carni di pollame. Ove possibile e laddove le irregolarità erano meno gravi (es. certificati o documenti commerciali incompleti, identificazione degli animali non corretta), si è invece provveduto alla regolarizzazione della situazione (4 partite).

L’attività degli Uffici, in particolare nel campo della sanità animale, è stata quella di monitorare le introduzioni di animali vivi da quei Paesi membri nei quali si sono registrati nuovi focolai di malattie infettive. Inoltre, a seguito delle varie emergenze di sanità pubblica, gli U.V.A.C. hanno continuato a svolgere il consueto importante ruolo di gestione dei controlli sanitari sulle merci potenzialmente coinvolte, in stretto coordinamento con le Autorità centrali e locali competenti.

Il sistema informativo comunitario TRACES (TRAde Control and Expert System) utilizzato a partire dal 1° gennaio del 2005 per la gestione degli scambi intracomunitari di animali vivi e di alcuni prodotti di origine animale è stato dismesso in via definitiva il 6 novembre 2021 ed è stato sostituito a partire dal 7 novembre 2021 dal nuovo sistema informativo comunitario TRACES NT.

La necessità di gestire le informazioni relative agli scambi intracomunitari anche con il sistema Nazionale SINTESIS (modulo Scambi), si conferma anche per l’anno 2021, visto che tale Sistema costituisce, anche alla luce delle novità introdotte con il sistema TRACES, l’unico punto di riferimento per la registrazione degli operatori e per la gestione delle partite di provenienza intra-UE a loro destinate, soprattutto per ciò che riguarda i prodotti di origine animale.

Fonte: Ministero della Salute