Agroalimentare Lombardo: il comparto regge bene, pesa l’emergenza costi

Giovanni Merlino e Gian Domenico Auricchio

Presentata a Pavia l’analisi congiunturale realizzata da Unioncamere e dalla Regione

Nei primi sei mesi del 2021, il comparto agricolo lombardo ha risentito in misura ancora rilevante degli effetti della pandemia, a causa delle restrizioni in vigore in settori che contribuiscono indirettamente alla creazione del valore aggiunto agroalimentare (ristorazione, ricezione, intrattenimento, istruzione). Lo certificano i risultati dell’analisi congiunturale realizzata da Unioncamere e Regione, con il supporto dell’Università degli Studi di Milano. Il report è stato presentato ieri mattina presso la sede della Camera di Commercio di Pavia. Agli effetti delle restrizioni, evidenti soprattutto per alcune produzioni posizionate nelle fasce alte del consumo, si aggiungono le difficoltà create dalle tensioni crescenti sui mercati delle materie prime e dei semilavorati, che rischiano di compromettere la redditività delle imprese agricole.

La crescita dei costi di produzione colpisce in maniera trasversale tutti i comparti dell’agricoltura regionale a causa dei rincari di energia e petrolio, che si ripercuotono anche su fertilizzanti e fitofarmaci, e delle difficoltà di approvigionamento per quanto riguarda macchinari e pezzi di ricambio. Gli effetti più gravi si sono scaricati sulla zootecnia, che rappresenta il cuore dell’agricoltura lombarda, per via del rally senza precedenti delle quotazioni dei cereali e degli altri alimenti che compongono la razione animale.

Nonostante queste difficoltà, il settore conferma la sua capacità di resilienza, e gli indicatori di fatturato e redditività mostrano comunque un lieve progresso rispetto alla seconda metà del 2020, anche a fronte del buon andamento delle quotazioni dei principali prodotti. L’export agroalimentare mostra inoltre una decisa ripartenza, raggiungendo nei primi 6 mesi dell’anno un tasso di crescita a due cifre dopo lo stallo dell’anno precedente. «Lo stato di salute dell’agricoltura lombarda è solido: lo confermano sia i consumi interni che l’export vigoroso, a testimonianza di quanto sia importante avere una base forte e diversificata di imprese e produttori – ha dichiarato il presidente di Unioncamere Lombardia (e commissario della Camera di Commercio di Cremona) Gian Domenico Auricchio –. Le aziende si sono adattate in fretta al nuovo scenario, ma ci sono ancora tensioni sui prezzi – sia per i maggiori costi dei fattori di produzione che per la contrazione dei consumi fuori casa – mentre nel primo semestre manca ancora in gran parte il canale HoReCa».

E mentre i numeri fanno capire l’importanza di tutto il comparto agroalimentare per l’economia della Lombardia, l’assessore regionale ad Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, guarda al futuro: «Ora il tema da affrontare con più urgenza è quello relativo all’aumento dei costi di produzione. Nel frattempo, dobbiamo proseguire con gli investimenti legati alla comunicazione della qualità e della sicurezza alimentare dei nostri prodotti e all’innovazione, per coniugare sostenibilità ambientale e redditività delle aziende».

«I dati dell’analisi congiunturale — ha concluso Giovanni Merlino, commissario della Camera di commercio di Pavia — mostrano un’agricoltura pavese che ha dimostrato di saper resistere alle tante difficoltà inevitabilmente seguite alla pandemia da Covid 19».

Esportazioni in aumento: Cremona top

Consegne di latte (variazioni su base annua e composizione % per il periodo gennaio – giugno 2021), principali regioni italiane
Consegne di latte (valori assoluti in tonnellate e variazioni tendenziali), province lombarde
Export agroalimentare lombardo – primo semestre 2021

Fonte: articolo di Andrea Gandolfi sul quotidiano La Provincia del 07/10/21