Agrofarmaci, cattura del carbonio e salute animale al centro del Consiglio Ue

La Commissione Europea lavora a una comunicazione sugli agrofarmaci per andare verso prodotti più sostenibili e propone un taglio ai cofinanziamenti per i Programmi Veterinari e Fitosanitari.

Agrofarmaci al centro dell’ultimo Consiglio Ue Agricoltura: la Commissione Europea rilascerà il prossimo 9 novembre una comunicazione sugli agrofarmaci per andare verso prodotti più sostenibili. Il Belgio, appoggiato dall’Italia, chiede di integrare nella comunicazione l’utilizzo di Renure, l’azoto ricavato dal letame, mentre la Slovacchia preme sulla cattura del carbonio in agricoltura. Tra le questioni sul banco anche il taglio dei cofinanziamenti per i Programmi Veterinari e Fitosanitari.

La Commissione Europea rilascerà il prossimo 9 novembre una comunicazione sugli agrofarmaci.

Il commissario Ue all’Agricoltura, Janusz Wojciechowski, ha spiegato alcuni tra gli obiettivi di questa comunicazione:

  • assicurare agli agricoltori una quantità sufficiente di agrofarmaci per una buona resa dei raccolti;
  • rendere l’industria degli agrofarmaci più sostenibile e meno dipendente dall’estero;
  • rivedere l’efficacia dei Piani Strategici Pac nel fornire soluzioni e alternative all’uso degli agrofarmaci e nella promozione di quelli biologici.

“Non si tratta di trovare nuovi strumenti, ma di capire come usare quelli che già esistono”, ha detto Wojciechowski. In sostanza, la Commissione non presenterà nessuna nuova strategia e nessun aumento agli aiuti di Stato, ma una profonda revisione degli strumenti già esistenti.

Renure: ricavare fertilizzanti dal letame

Aumentare l’uso di Renure (l’azoto recuperato dal letame negli allevamenti) per ottenere fertilizzanti più sostenibili.

Questa la richiesta avanzata dal Belgio e sostenuta da altri Paesi, tra cui l’Italia, per aumentare l’autosufficienza in termini di disponibilità di fertilizzanti e contribuire all’economia circolare. “I fertilizzanti sono sempre più necessari, ma sempre meno disponibili”, ha detto il ministro dell’Agricoltura belga David Clarinval.

Tuttavia, la Direttiva sui Nitrati del 1991 pone dei limiti all’uso dei fertilizzanti azotati nelle aree vulnerabili in Ue per ridurre l’inquinamento dovuto ai nitrati nelle acque: ogni anno si possono rilasciare massimo 170 chilogrammi di fertilizzanti azotati per ettaro di campo. Il commissario Wojciechowski ha però ricordato che questa limitazione riguarda “solo” il 70% dei terreni agricoli europei, mentre per il 30% non ci sono limitazioni.

Il Belgio ha comunque chiesto alla Commissione di modificare il limite dei 170 chilogrammi, presentando delle proposte legislative per usare Renure come alternativa ai fertilizzanti chimici, e chiedendo di integrare la richiesta nella sua comunicazione del 9 novembre prossimo.

Spinta sulla cattura del carbonio

La Slovacchia, insieme ai Paesi del Visegrád e a Bulgaria, Croazia, Romania e Slovenia ha sottolineato l’importanza della cattura del carbonio in agricoltura. La pratica deve essere volontaria per gli agricoltori e deve garantire loro una fonte di reddito, ma soprattutto deve tenere conto delle specificità nazionali e regionali, punti su cui ha concordato anche l’ex ministro alle Politiche Agricole Stefano Patuanelli.

I ministri hanno chiesto alla Commissione Europea di integrare queste specificità nella proposta legislativa sulla riduzione dell’anidride carbonica, che dovrebbe essere presentata dalla Commissione entro fine anno.

Taglio ai cofinanziamenti per i Programmi Veterinari e Fitosanitari

La Commissione Europea finanzia, con un budget di 1,7 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, tramite il Programma per il Mercato Unico, i Programmi Fitosanitari e Veterinari in tutta l’Unione Europea per prevenire malattie trasmissibili negli allevamenti. L’avanzare della peste suina africana e dell’influenza aviaria hanno tuttavia comportato un anticipo di 450 milioni di euro di cofinanziamento fino all’estate del 2022, superando il bilancio disponibile dell’Ue.

La Commissione ha proposto quindi di ridurre il tasso di cofinanziamento nel 40% per i Programmi Veterinari e Fitosanitari dal 2023 al 2025, ma i Paesi Ue non hanno approvato. Infatti, la delegazione austriaca, supportata da altri Stati membri tra cui l’Italia, ha chiesto alla Commissione di svolgere una discussione strategica con i ministri Ue sulle misure e sui programmi futuri, da definire all’interno di un quadro bilancio, in modo da garantire la sicurezza alimentare in Ue e prevenire ulteriori epidemie negli allevamenti.

FONTE: Agronotizie