Alghe marine nell’alimentazione animale per ridurre le emissioni di metano

L’Institute for Global Food Security (IGFS) sta per attuare un progetto che prevede l’integrazione con alghe per gli animali da allevamento, nel tentativo di ridurre le emissioni di metano di almeno il 30%.

Le alghe marine sono state a lungo acclamate come un “superalimento” per gli esseri umani, ma aggiungerle all’alimentazione animale per ridurre il gas metano rilasciato nell’atmosfera dalle emissioni enteriche dei ruminanti, può rappresentare un’idea relativamente nuova. Le prime ricerche di laboratorio all’IGFS hanno mostrato risultati promettenti nell’utilizzo di alghe native irlandesi e britanniche.

Le ricerche condotte precedentemente in Australia e negli Stati Uniti hanno generato risultati da prima pagina; fino all’80% di riduzione delle emissioni di metano dal bestiame a cui sono stati dati supplementi da una varietà di alghe rosse. Queste alghe rosse crescono abbondantemente nei climi più caldi; tuttavia, contengono anche alti livelli di bromoformio, noto per essere dannoso per lo strato di ozono.

Queste alghe sono, inoltre, ricche di composti attivi chiamati florotannini, che si trovano nel vino rosso e nelle bacche, e che oltre ad essere antibatterici, migliorano l’immunità apportando maggiori benefici per la salute degli animali.

Ora l’IGFS si sta muovendo sul campo, con prove nelle aziende agricole del Regno Unito che stanno per iniziare ad utilizzare le alghe provenienti dai mari irlandesi e del Nord come integratore alimentare per il bestiame.

Il progetto durerà 3 anni e sarà in collaborazione con il supermercato britannico Morrisons e la sua rete di allevatori di bovini britannici, che faciliteranno le prove all’interno degli allevamenti.

Un secondo studio vede IGFS e AFBI unirsi a un progetto internazionale da 2 milioni di euro, guidato dall’agenzia irlandese An Teagasc, per monitorare gli effetti delle alghe nella dieta del bestiame al pascolo. Le alghe saranno aggiunte all’insilato a base di erba in prove di campo che coinvolgono le vacche da latte nel nord del paese dall’inizio del 2022.

Oltre a valutare le emissioni di metano del bestiame da carne e da latte, questi progetti valuteranno il valore nutrizionale di una varietà di alghe coltivate, i loro effetti sulla produttività degli animali e la qualità della carne.

L’agricoltura rappresenta circa il 10% di tutte le emissioni di gas serra del Regno Unito. All’interno di questo, l’allevamento di bovini è quello a più alta percentuale di carbonio, ed il metano che le vacche producono mentre digeriscono, è una componente importante. A livello nazionale, il metano rappresenta quasi un quarto delle emissioni di gas serra, e l’80% di queste proviene dall’agricoltura.

I progetti descritti fanno parte della Queen’s-AFBI Alliance, una partnership strategica tra la Queen’s University e l’AFBI, per massimizzare la scienza e la capacità di innovazione in Irlanda del Nord per affrontare le sfide globali, come l’agricoltura a zero emissioni.

Fonte: Ruminantia