Allarme energia. Si deve fare presto!

I continui rincari dei costi di produzione, a partire da quelli per l’energia elettrica ed il gas, non sembrano trovare ostacoli. «Così non possiamo andare avanti, le imprese sono allo stremo», avverte Riccardo Crotti presidente di Confagricoltura Lombardia e della Libera Associazione Agricoltori. «Senza interventi tempestivi ed adeguati, la continuità del ciclo produttivo sarà messa in serio pericolo, e molte aziende del nostro comparto potrebbero essere spinte verso la chiusura. La situazione è insostenibile. Né il governo italiano né l’Unione Europea possono rimanere a guardare, bisogna fare presto». Intanto, però, il varo del decreto aiuti ter (atteso per giovedì 8 settembre) è slittato di almeno una settimana. L’articolo completo sul nuovo numero del Corriere Agricolo.

Allarme sostenuto anche da Michele Ponso, presidente della Federazione nazionale frutticoltura di Confagricoltura che denuncia “A settembre sono in piena stagione mele, pere, pesche, susine, mirtilli e uva da tavola, ma per i produttori la situazione è diventata insostenibile. Si è innescata una miscela esplosiva tra costi di produzione triplicati, effetti delle calamità naturali, quotazioni all’origine insoddisfacenti, a cui ora si è aggiunta anche la richiesta di alcuni gestori di energia per avere pagamenti in anticipo o garanzie attraverso fideiussioni. Così diventa impossibile andare avanti. Rischiamo grosso e, nonostante la frutta italiana abbia un valore economico che, compresa la fase di trasformazione, supera abbondantemente i cinque miliardi di euro e vanti numerose Dop e Igp, è necessario agire ora per salvaguardare e valorizzare adeguatamente questo patrimonio tricolore. La situazione è già molto pesante e la richiesta dei distributori di elettricità e gas per anticipi e fideiussioni la trasformerà in drammatica. Siamo sbalorditi e increduli. Il nostro è un comparto energivoro: produciamo e stocchiamo i prodotti in attesa di riuscire a venderli, nella speranza, ormai disattesa, di compensare almeno i costi di produzione. Una simile condizione non si è mai verificata e, senza azioni immediate, rischia di diventare insostenibile. Occorre intervenire subito sui costi per permettere alle aziende frutticole di superare la crisi di liquidità mettendo in campo misure urgenti in questa direzione”.

Appello anche di Agrinsieme che rilancia il messaggio del Copa–Cogeca e delle organizzazioni europee della filiera agroalimentare che hanno rivolto alle istituzioni UE un appello per avere garanzie sull’accesso all’energia, limitandone i costi, per assicurare la tenuta delle imprese del comparto e la sicurezza alimentare. In vista del Consiglio straordinario Energia della UE di domani, la Commissione ha indicato prioritari da sostenere, in questa fase particolarmente critica, le famiglie e i settori vulnerabili.

“Chiediamo che l’agroalimentare sia riconosciuto tra questi – afferma Agrinsieme – anche per la rilevanza che la spesa alimentare ha sul bilancio delle famiglie, specialmente sui nuclei meno abbienti. Sono già evidenti, proprio per la crescita dei prezzi, segnali di contrazione dei consumi. La voce ‘alimentazione’ è quella che ha fatto registrare, dopo l’energia, la crescita più sostenuta in termini di inflazione. Contenere i costi di produzione è il modo più immediato e diretto per frenare la crescita dei prezzi al consumo”. E’ fondamentale – conclude il Coordinamento – che siano messe in campo nel più breve tempo possibile tutte le misure affinché la filiera agroalimentare continui ad operare, garantendo la fornitura di prodotti di alta qualità al miglior prezzo possibile.

Fonte Confagricoltura