Anga Cremona Inizia il Faverzani-bis «Orgoglioso della squadra»

Più incontri e confronto con i giovani per rilanciare aziende e sindacati gli obiettivi del secondo mandato

Il nuovo consiglio direttivo dell’Anga Cremona

ANDREA ARCO

CREMONA. Paolo Faverzani, imprenditore allevatore 30enne di Stagno Lombardo è stato riconfermato alla guida di Anga Cremona per i prossimi tre anni. Con il suo nuovo team dovrà affrontare sfide importanti e, nel contempo, rilanciare il gruppo giovani di Confagricoltura dopo il triennio più complesso di sempre.

Presidente Faverzani, prima di cominciare una nuova, impegnativa, avventura è tempo di bilanci. Come è andato il triennio appena concluso?

«Non vi è dubbio che si possa definire un triennio complicato. Siamo partiti bene nel 2019 ma il 2020 è stato interessato, per ovvi motivi, da una battuta d’arresto sia dal punto di vista dell’attività aziendale che sindacale. Non tutto, naturalmente, è venuto per nuocere e, anzi, siamo riusciti nonostante tutto a mantenere quegli impegni che ci eravamo prefissati, in primis i quattro convegni di Santa Apollonia, Grumello, Cremona e la Fiera di San Carlo di Casalmaggiore che è stata introdotta proprio durante il mio mandato. Spendendo una parola in particolare su quest’ultima, vorrei dire che ne vado particolarmente orgoglioso per il buon successo che gli incontri, aperti alla cittadinanza, hanno riscosso sia tra i rappresentanti del comparto agricolo che tra i consumatori. Proprio il fatto di poter introdurre un tipo di informazione consumer-friendly credo sia stata un’innovazione utile per avvicinare lo specifico settore alle nostre istanze»

Il presidente Faverzani
tra i due vicepresidenti Berselli e Peri

Tre anni fra luci e ombre, quindi. Parlando delle prime, quali definirebbe i punti di forza dimostrati da Anga tra mille difficoltà?

«Gioca a nostro favore il fatto che Anga Cremona è molto forte, è radicata, è profondamente sentita e apprezzata nel territorio. Siamo riusciti a farci strada, e di questo devo ringraziare i consiglieri tutti, anche gli uscenti, fra gli ostacoli affrontando ogni situazione al meglio. Merito del duro lavoro e della dedizione»

Faverzani con Emma Cogrossi, presidente Anga MiLoMb. Entrambi ricoprono anche il ruolo di vicepresidenti Anga Lombardia

Ha citato gli ostacoli. Parla del Covid? Quanto ha pesato il virus che si riproduce grazie agli assembramenti sulle attività associative di un gruppo che fa dell’aggregazione e degli incontri in presenza la sua mission?

«Certamente è stato lo scoglio principale, il più ostico e proibitivo da superare. Il fatto che si sia presentato in un momento di forte ricambio generazionale ha ulteriormente influito. Anga vive di confronto e di rinnovamento, quindi è innegabile che la pandemia abbia creato quello che potremmo definire come un piccolo buco nel mandato. Punteremo in questo rinnovato triennio a colmarlo, raccontando la forza dell’aggregazione e del mettersi in gioco. Perché il messaggio di Anga è che incontrarsi e condividere fa bene a tutti, mentre chiudersi nella propria azienda, pensando di aver raggiunto tutto quanto si poteva sapere e ottenere, è deleterio».