Antibiotici in zootecnia: in Lombardia consumi ridotti del 50%

La Direzione Welfare di Regione Lombardia, in una nota, ha reso noto che dai risultati emersi dall’attività di monitoraggio dell’Unità Veterinaria sull’antimicrobicoresistenza (Amr), la capacità dei microrganismi di resistere all’azione degli antibiotici è una delle maggiori minacce per la salute pubblica globale. Si stima che, in assenza di interventi mirati, nel 2050 il numero di vittime per infezioni da batteri resistenti potrebbe toccare i 10 milioni.

È dunque fondamentale, per la tutela della salute pubblica, diminuire l’utilizzo di antibiotici, promuovendone un uso consapevole. Anche perché alcune classi di antibiotici sono considerate di ‘importanza critica’ (CIAs) per la cura di infezioni nell’uomo e il loro utilizzo deve essere evitato in medicina veterinaria per preservarne l’efficacia.

La recente pandemia ha mostrato come l’interazione sanitaria tra uomo e animale è un evento possibile, con ripercussioni in sanità pubblica e sulla vita quotidiana. Questo ha portato la Direzione Welfare della Regione a voler monitorare ancor più il settore zootecnico, dagli allevamenti agli alimenti di origine animale. Un impegno preso anche con l’obiettivo di raggiungere e valorizzare il concetto di ‘One Health’, l’approccio integrato che tutela l’uomo, gli animali e la salubrità dell’ambiente. Un approccio indispensabile per la società di domani e che rappresenta anche uno dei punti cardine della nuova legge sulla Sanità regionale.

La scorsa primavera (a metà maggio) è stato approvato un progetto sperimentale finalizzato ad incrementare il livello di sensibilità analitica delle prove di laboratorio al per individuare livelli bassissimi di residui di antibiotici nei prodotti alimentari di origine animale. L’obiettivo del progetto è garantire una maggiore tutela del consumatore promuovendo, al contempo, le filiere agroalimentari lombarde. L’attività di campionamento non è ancora conclusa, ma gli esiti finora pervenuti sono stati favorevoli, non essendo stato riscontrato alcun residuo.

Lo studio iniziato la scorsa primavera sulle filiere di carne, del latte e delle uova, ha lo scopo di tutelare la bontà del lavoro dei produttori lombardi che garantiscono la massima qualità e sicurezza alimentare. È un progetto che, tra l’altro, contrasta il pericolo di fake news, ma soprattutto garantisce genuinità e salute. L’obiettivo è garantire la sicurezza di quello che mangiamo, anche per scongiurare il rischio di epidemie trasmesse attraverso gli animali. I risultati che sono stati presentati sono davvero incoraggianti.

Andamento del consumo di antimicrobici in Regione Lombardia

Il Ministero della Salute, tramite il sistema della REV e l’applicativo Classyfarm, ha elaborato un indicatore (DDD, Defined Daily Dose) che permette di quantificare il consumo di antibiotici e paragonare i diversi allevamenti. Per il settore dell’allevamento bovino e suino sono disponibili dati di DDD relativamente al biennio 2020-2021, mentre per il settore dell’allevamento avicolo, che si è mostrato particolarmente sensibile alla tematica AMR, sono disponibili dati sul consumo del farmaco già dal 2015.

Allevamento bovino

Nel settore dell’allevamento bovino si evidenzia una netta diminuzione dell’utilizzo dell’antibiotico nel biennio 2020-2021, sia per le molecole di importanza critica (CIAs) sia per le molecole classificate come non critiche o poco critiche. Come riportato in seguito, la diminuzione percentuale raggiunge, in alcuni casi, valori di circa il 50% e il valore di DDD medio è stato dimezzato nel 2021 rispetto al 2022.

Allevamento suino

Nel settore dell’allevamento suino l’analisi evidenzia una riduzione media di utilizzo dell’antibiotico tra il 2020 e il 2021, tuttavia tale riduzione non riguarda tutte le classi farmacologiche. Mostrano tuttavia una sensibile riduzione alcune molecole considerate critiche.

Allevamento avicolo

Il settore dell’allevamento avicolo (polli, galline) è il settore in cui si sono registrati i risultati migliori, evidenziando una netta diminuzione del valore di DDD già a partire dall’anno 2016.

I dati dei grafici mostrano una tendenza favorevole al raggiungimento delle indicazioni previste dalla strategia europea ‘From farm to fork’, che si è posta l’obiettivo della riduzione del 50% delle vendite di sostanze antimicrobiche per gli animali di allevamento e d’acquacoltura entro il 2030.

Riduzione consumo antibiotici in zootecnia in Lombardia fa ben sperare

La riduzione in alcuni casi fino al 50% del consumo di antibiotici è un dato positivo che fa ben sperare. I risultati raggiunti, come dichiarato da Letizia Moratti, assessore al Welfare di Regione Lombardia, sono stati ottenuti grazie alla cooperazione e collaborazione di tutti gli attori del settore: allevatori, veterinari liberi professionisti, servizi veterinari delle Ats e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, con il coordinamento di Regione Lombardia.

Fonte: Regione Lombardia