ASSALZOO: CONTRATTO DI FILIERA PER IL #MAIS ITALIANO

Assalzoo in una sua nota evidenzia le difficoltà del mais che rappresenta la principale coltivazione cerealicola italiana in termini di quantità di granella raccolta. Purtroppo, si è assistito a un vero crollo delle superfici investite, passate da circa 1,2 milioni di ettari di 15 anni fa agli attuali 630 mila ettari circa. Un dato negativo a cui si aggiunge quello delle rese che in media restano da oltre 20 anni al di sotto delle 10 tonnellate/ettaro contro una media di 12 tonnellate realizzate dai nostri principali competitor internazionali. Per contro la domanda italiana di mais resta su livelli elevati: quasi 12 milioni di tonnellate all’anno, delle quali il 75{4d2f3be95c1423d85ae479ab8f94d3e7f4dd406084a3f2502126b74f8855bb7f} sono necessarie per garantire il fabbisogno degli allevamenti nazionali (circa 9 milioni di tonnellate ogni anno). Tendenza confermata dagli ultimi dati Istat che evidenziano un’ulteriore crescita degli acquisti di mais dall’estero di quasi il 9{4d2f3be95c1423d85ae479ab8f94d3e7f4dd406084a3f2502126b74f8855bb7f}, solo nel primo semestre del 2019. Le previsioni portano a stimare che il mais importato alla fine del 2019 sarà tra i 6,3 e i 6,5 milioni di tonnellate. Per tale ragione Assalzoo sta cercando da tempo di coinvolgere i partner della filiera maidicola per un impegno comune, anche attraverso la stesura di un accordo di filiera per il mais da granella italiano e allo stesso tempo di attivare un intervento pubblico per incentivare gli agricoltori che seminano mais, sul modello di quanto già fatto per il grano duro. Tra le principali organizzazioni coinvolte anche AMI, l’associazione dei maiscoltori italiani.