Assemblea Confagricoltura Donna riconferma Alessandra Oddi Baglioni. Preoccupazione per l’esclusione delle agricoltrici dal Fondo Impresa interministeriale

“Dalla resilienza alla crescita. Questo l’obiettivo che si dà Confagricoltura Donna per il prossimo triennio”. Lo ha detto la presidente dell’Organizzazione delle imprenditrici di Confagricoltura Alessandra Oddi Baglioni, nella sua relazione assembleare. L’assemblea l’ha riconfermata alla presidenza ed ha nominato le due vicepresidenti Maria Pia Piricò e Rosanna Scipioni.

“Molte le novità che vengono da Bruxelles – ha ricordato Oddi Baglioni -. Si sta delineando un percorso di crescita delle imprese, alimentato dalla programmazione del piano strategico nazionale relativo alla nuova Pac, dal PNRR, dagli impegni per la transizione energetica definiti dal Green Deal. Le imprenditrici agricole vogliono essere protagoniste del rinnovamento, investendo e puntando sulle nuove opportunità che vengono, ad esempio, dalla multifunzionalità e dalle agroenergie”.

In quest’ottica, è intervenuta all’incontro assembleare Valentina Giarletta, responsabile dei rapporti con Associazioni Consumatori e PMI di Enel Italia. Ha rimarcato come la sinergia Enel-Confagricoltura ponga le condizioni per coniugare in modo armonico soluzioni energetiche efficienti e sostenibili con la vocazione agricola del suolo.

Federica Garbolino, responsabile Sviluppo Mercato e Servizi di Invitalia (l’agenzia nazionale per lo sviluppo, di proprietà del ministero dell’Economia) ha parlato degli incentivi nazionali che favoriscono la nascita di nuove imprese e le startup innovative.

Christiane Lambert, presidente del Copa (Comitato delle Organizzazioni Professionali Agricole) e della FNSEA (Fédération nationale des syndicats d’exploitants agricoles) ha espresso l’impegno delle Organizzazioni agricole europee per rilanciare l’imprenditoria femminile.

Ed a proposito degli investimenti la presidente di Confagricoltura Donna ha espresso preoccupazione per il fatto che il ‘Fondo impresa donna’, istituito con decreto interministeriale, abbia escluso le imprenditrici agricole, ammettendo solo le imprese che si occupano di trasformazione agricola. “Ne va – ha concluso – della competitività del sistema produttivo e della tenuta delle aziende del settore primario”.