Aviaria, il punto sulla nuova ondata

La sede provinciale di Confagricoltura Brescia ha tenuto un incontro on line sulla situazione dell’evoluzione dell’epidemia dell’influenza aviaria che sta arrecando tanti danni e preoccupazioni agli allevatori avicoli lombardi. Erano presenti l’assessore regionale all’agricoltura Fabio Rolfi, unitamene ad uno staff di suoi funzionari, il dirigente dei Servizi veterinari regionali, Marco Farioli, il presidente della Sezione regionale avicola, Mauro Zanotti insieme al presidente nazionale Simone Menesello, oltre al presidente di Confagricoltura Brescia, Giovanni Gabelli accompagnato dal vicepresidente Oscar Scalmana.

Il punto sull’andamento dell’evoluzione dell’epidemia di aviaria è stato fatto da Marco Farioli. Alla data dell’incontro (il 4 gennaio, ndr) si erano sviluppati in Lombardia 56 focolai in allevamenti intensivi. In 16 di questi si era proceduto agli abbattimenti effettivi, 43 focolai sono stati interessati da attività di abbattimento, e in 28 casi i focolai erano estinti. Le provincie più colpite sono state quelle di Brescia e Mantova, sono state individuate e delimitate le aree Zur, in cui vige tutt’ora il divieto di accasamento. Nel complesso sono stati abbattuti circa 500mila animali a scopo precauzionale e 1,8 milioni a causa di focolai effettivi. Il picco si è verificato a metà dicembre.

L’epidemia non è certamente finita ma le cose stanno migliorando. Gli abbattimenti hanno rarefatto gli allevamenti e quindi hanno limitato la diffusione del virus. Anche il Veneto è stato molto colpito. Oggi si sta pensando a reintrodurre gli accasamenti nelle zone meno popolate da allevamenti in accordo con le strutture sanitarie e con il centro di referenza nazionale. I requisiti minimi sono il rispetto delle distanze e la presenza di aree omogenee. Operazioni di rendering e smaltimento carcasse hanno riguardato circa 2.000 q.li di pollame al giorno che verranno raddoppiati in breve tempo anche con il ricorso ad impianti di biogas. Una stima dei tempi, abbastanza positiva, prevede che in un paio di settimane ci si dovrebbe riavvicinare ad una certa normalità. Sempre che non si verifichino insorgenze di altri focolai.

A seguito dell’intervento introduttivo di Farioli si è avuto un animato dibattito con gli allevatori presenti in cui si sono chiariti molti punti in sospeso e conseguenti l’epidemia. In particolare, sui tempi e l’entità degli indennizzi che sono di due tipi: per gli abbattimenti, afferenti alla sfera del Ministero della Sanità, gli indennizzi riguarderanno la totalità dei danni e a tempi relativamente brevi, mentre per il fermo produttivo ed i danni indiretti, la competenza è dell’Agricoltura. Il che significa tempi lunghi ed una certa burocrazia per accedervi inclusa l’entità del danno che può essere corrisposta. Su questi temi è intervenuto l’assessore Rolfi che si è impegnato intanto per portare a conclusione l’epidemia nel minor tempo possibile e poi per fornire il massimo sostegno agli allevatori colpiti direttamente e anche a quelli che, pur non avendo avuto danni diretti, ne hanno subito le conseguenze rientrando nelle zone di restrizione delle movimentazioni. Sugli aspetti legati al ristoro dei danni indiretti Rolfi si è impegnato a valutare la possibilità di ricorrere ad anticipi a valere su fondi regionali del psr. Per il futuro poi occorrerà valutare la possibilità di finanziare eventuali ritiri dall’attività produttiva nelle aree troppo dense di allevamenti al fine di evitare la rapida diffusione di epidemie.

Altri due aspetti sono stati al centro dell’attenzione delle richieste da parte degli allevatori: la gestione della pollina negli allevamenti colpiti direttamente ed anche in quelli colpiti indirettamente, visto il blocco delle movimentazioni. Su questo tema Farioli è stato drastico: la pollina, in quanto possibile vettore del virus non può essere trasportata fuori dall’allevamento, anche perché le norme prevedono, dopo l’epidemia del 2017/18, che gli allevamenti per essere in regola devono avere strutture adeguate al suo stoccaggio per almeno sessanta giorni. Altro tema molto dibattuto è stata la possibilità di ricorrere a vaccinazioni preventive al fine di anticipare l’eventuale diffusione del virus. Tema eminentemente di carattere politico e sul quale l’assessore Rolfi si è impegnato a portarlo all’attenzione dell’incontro con tutti gli assessori regionali. Intanto per potere attivare le procedure per il riconoscimento degli indennizzi è indispensabile da parte degli allevatori prendere contatti con gli uffici delle Ats, avvalendosi della collaborazione degli uffici di Confagricoltura.

Hanno concluso l’incontro i due presidenti delle rispettive sezioni avicole regionale e nazionale, Mauro Zanotti e Simone Menesello sollecitando gli allevatori a fare le domande di risarcimento danni indiretti il più presto possibile per consentire una quantificazione dei danni accurata e poi perché i tempi di risarcimento non saranno brevi. Al momento sono stati stanziati 30 milioni di euro da parte dello Stato ed è importante trovare dei canali per anticiparli agli allevatori senza incorrere nella casistica degli aiuti di Stato. Inoltre, anche grazie all’intervento della sede nazionale, ci si sta attivando con le banche per avere anticipazioni finanziarie a tassi convenienti.

Fonte: Confagricoltura Lombardia