Avicunicoli: la minor disponibilità fa innalzare i prezzi

La newsletter “settore avicunicolo ottobre 2022” del Crefis evidenzia che nel mese di settembre la relativa scarsità di prodotto sui mercati, dovuta ai recenti casi di influenza aviaria ed il livello ancora elevato dei costi energetici e delle materie prime, hanno portato ad un innalzamento dei prezzi di polli e galline, cosi come di quelli dei conigli e delle uova, che in alcuni casi hanno toccato i livelli massimi delle relative serie storiche.

In particolare i prezzi di polli e galline sono tornati a crescere, mentre sono rimaste stabili le quotazioni dei tacchini. In particolare, a Milano i polli allevati a terra sono stati scambiati a 1,530 €/kg (+4,1% rispetto ad agosto).

Anche il mercato degli avicoli a peso morto ha registrato un aumento dei prezzi dei polli a busto e delle galline. Infatti, i polli a busto interi sono cresciuti sia a Milano (+3,4% rispetto ad agosto) che a Verona (+3,8%), con valori rispettivamente di 3,000 e 3,010 €/kg. In aumento anche i prezzi delle parti di pollo sul mercato del pollame macellato, così come un incremento ha caratterizzato le quotazioni dei tacchini.

Il rialzo dei prezzi degli avicoli, sia a peso che vivo che a peso morto, ha portato talvolta le quotazioni a livelli massimi per le serie storiche disponibili. Tra le cause dei rincari ci sarebbero le minori quantità di prodotto disponibile sul mercato, probabilmente anche a causa dei casi di influenza aviaria che hanno colpito il settore (340 focolai tra il 1° ottobre 2021 e il 10 gennaio 2022, fonte EFSA), oltre che per la crisi energetica degli ultimi mesi. La minore produzione nazionale di carni avicole, testimoniata anche dai dati delle macellazioni cumulate per il 1° semestre 2022, spiega anche il forte incremento delle importazioni dell’Italia avvenuta nello stesso periodo (+86,3% in volume rispetto al periodo gennaio-giugno 2021).

A settembre anche i prezzi dei conigli sono ulteriormente cresciuti, a causa della scarsità di prodotto sul mercato e della relativa stabilità della domanda. Per i conigli a peso vivo, la CUN ha quotato i leggeri a 2,670 €/kg ed i pesanti a 2,730 €/kg, con una variazione congiunturale del +25,6% nel primo caso e del +24,9% nel secondo.

In rialzo anche il mercato delle uova, sia per le uova provenienti da allevamenti in gabbia arricchita (+8,1% per la Cun uova, categoria “L”), sia per quelle allevate a terra (+4,0% per la Cun uova, categoria “L”).

Fonte Crefis