Biologico, business globale in crescita. Ora si punta sul green deal

Dal 6 al 10 settembre si è svolto a Rennes, in Francia, il congresso mondiale dell’agricoltura biologica, organizzato dalla Federazione internazionale dei movimenti per l’agricoltura biologica (Ifoam).

Secondo quanto affermato da Peggy Miars, presidente della Ifoam, la pandemia da Covid-19 ha suscitato un rinnovato interesse nei confronti del biologico. I consumatori hanno acquisito una maggiore consapevolezza riguardo la connessione esistente tra alimentazione e salute.

In avvio dei lavori congressuali, l’attenzione è stata rivolta al ruolo che l’agricoltura biologica può avere, al fine di contenere gli effetti del cambiamento climatico. Eric Gall, direttore aggiunto della sezione europea di Ifoam, ha dichiarato che il metodo biologico assicura una minore emissione di gas ad effetto serra rispetto all’agricoltura tradizionale, ma lo scarto si riduce tenendo conto dei minori rendimenti in termini di produzione ad ettaro. Rimane, comunque, il vantaggio rappresentato da un maggiore sequestro di carbonio nei terreni.

L’agricoltura biologica è in continua crescita a livello globale, con poco più di 72 milioni di ettari coltivati e circa 3 milioni di produttori nel mondo.

La Commissione europea, ai fini della transizione ecologica, ha assegnato un ruolo sempre più importante all’agricoltura biologica. Per raggiungere gli obiettivi previsti dalla strategia “Dal produttore al consumatore”, il biologico dovrà incidere, entro il 2030, per almeno il 25% sul totale delle superfici coltivate negli Stati membri. In Italia, secondo i dati elaborati lo scorso anno dal Sistema di informazione nazionale sull’agricoltura biologica (Sinab), gli ettari coltivati con il metodo biologico hanno un’incidenza di quasi il 16% sul totale della superfice agricola utilizzata.

Fonte: Agrisole