BMTI, Cereali: a febbraio frenata delle quotazioni sui mercati internazionali

La borsa Merci Telematica Italiana ha pubblicato l’analisi del mercato cerealicolo relativa al mese di febbraio ed inizio marzo che rileva un assestamento delle quotazioni ed un rallentamento della domanda.

Andamento dei prezzi nel mercato internazionale

Dopo i rialzi dei mesi scorsi, si è osservata nel mese di febbraio una frenata delle quotazioni dei principali cereali scambiati sul mercato internazionale, soprattutto per il mais. Le quotazioni attuali rimangono comunque elevate.

Secondo il report IGC dello scorso 25 febbraio, la produzione cerealicola mondiale nell’attuale annata aumenterà di 31 milioni di tonnellate rispetto alla precedente, salendo sui 2,2miliardi di tonnellate, principalmente per i maggiori raccolti previsti in Australia, Kazakistan e Russia. Si prevede, invece, che la produzione globale di grano aumenterà nell’annata 2021/22 per la terza annata consecutiva, toccando un nuovo picco di 790 milioni di tonnellate (+2% su base annua).

Sul fronte delle quotazioni, alla Borsa di Chicago i futures del GRANO e del MAIS hanno chiuso febbraio rispettivamente sui 655 cent$/bushel (pari a 199€/t) e sui 555,5 cent$/bushel (pari a 181 €/t), di fatto invariati rispetto a gennaio. Maggiore stabilità anche per il GRANO DURO scambiato nel mercato francese, attestato sui 275€/t.

Andamento dei prezzi sul mercato nazionale

Dopo il balzo osservato a gennaio, i prezzi del mais nazionale hanno registrato un assestamento a febbraio, dovuto sia ad una maggiore disponibilità di prodotto rispetto alla domanda sia al rallentamento delle quotazioni estere.

I valori attuali del mais ad uso zootecnico rimangono comunque sostenuti, attestandosi a febbraio su un prezzo medio di 222€/t, in crescita di quasi il 30% su base annua e, soprattutto, ai massimi da giugno 2013. Le rilevazioni di inizio marzo hanno mostrato invece una maggiore debolezza, con prezzi in leggero calo sia per il prodotto nazionale che di provenienza UE ed extra UE.

Gli operatori non si attendono nel breve termine variazioni di prezzo significative nonostante le incertezze sui raccolti sudamericani. Il mercato nazionale è in standby, segnato da scambi limitati ed a una domanda contenuta.

Con ancora diversi mesi a separare dalla prossima annata, le prime stime sulle superfici 2021 in Italia si mostrano in linea con il 2020. Secondo l’indagine Istat sulle intenzioni di semina gli ettari complessivi registrerebbero un -0,4% annuo. Identico calo che accuserebbero le regioni del Nord-Ovest, a fronte di un +3,1% atteso nel Nord-Est.

Negative, invece, le attese sulle superfici nell’UE-28: le stime di febbraio dell’International Grains Council prevedono per l’annata 2021/22 un calo del 2% annuo.

Il mercato del grano duro nazionale è rimasto in fase di stallo anche a febbraio, segnato da consumi tutt’altro che brillanti. I prezzi hanno mostrato poche variazioni, ad eccezione dei ribassi osservati in chiusura di mese. Il grano duro fino è rimasto fermo sui 296€/t, praticamente invariato rispetto a gennaio (-0,2%). I prezzi attuali rimangono invece più alti rispetto alla scorsa annata (+6,5%). Peraltro, la fase di stabilità è proseguita anche in apertura di marzo.

Stante tale situazione, gli operatori intervistati si attendono nel breve termine un’ulteriore debolezza dei prezzi.

Statici anche i prezzi dei grani duri di importazione, con variazioni limitate

Dopo il forte aumento di gennaio, i prezzi dei grani teneri nazionali hanno assunto a febbraio un andamento stabile, condizionati da una domanda contenuta. I prezzi attuali rimangono comunque su valori sostenuti. Il grano tenero panificabile si è attestato su un prezzo medio di 235 €/t, più elevato del 17,7% rispetto allo scorso anno. Il confronto con il 2019 rimane positivo anche per i grani teneri di forza, con il prezzo attuale più alto dell’8,4%. Stabilità che è proseguita per i grani nazionali anche nella prima parte di marzo, a fronte di un leggero cedimento dei prezzi dei grani di provenienza comunitaria.

Nonostante le quotazioni sui mercati esteri rimangano sostenute, la domanda contenuta sia per uso molitorio che zootecnico induce gli operatori a ritenere che nel breve periodo possano registrarsi dei leggeri cedimenti dei prezzi.

Circa la prossima annata, il Coceral (Associazione europea che rappresenta il commercio di cereali semi oleosi), nelle stime diffuse a marzo delinea per l’Italia un aumento del raccolto di grano duro del 5,6% nel2021 (da3,8 a 4milioni di tonnellate). Le superfici si attesterebbero su 1,3milioni di ettari (+4%). Tra gli altri Paesi, crescerebbe la produzione anche in Francia (da 1,3 a 1,5milioni di tonnellate). La produzione dei 27 Stati membri tornerebbe così sugli 8milioni di tonnellate (+7,7%).

La previsione per il grano tenero è di 2,8milioni di tonnellate nel 2021, praticamente invariato rispetto al 2020 ma in calo di 200mila tonnellate rispetto alla stima di dicembre. Sulla scia della crescita attesa in Romania e, soprattutto, Francia, è attesa, invece, in recupero la produzione comunitaria. Il raccolto complessivo dei 27 Stati membri si riporterebbe abbondante mente sopra i 120milioni di tonnellate, in crescita del 6,7% su base annua (da 118,7 a 126,6milioni di tonnellate).

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