BMTI, cereali: impennata dei prezzi dei frumenti

L’analisi della Borsa Merci Telematica Italiana sui mercati cerealicoli nel mese di agosto riscontra l’impennata dei prezzi dei frumenti, che hanno trainato anche la quotazione dell’orzo, e un leggero calo del prezzo del mais con l’arrivo sul mercato dei primi raccolti.

Mais, prezzi in calo con l’arrivo sul mercato del nuovo raccolto

I prezzi del mais nazionale hanno registrato un leggero calo nella seconda parte di agosto, con l’arrivo sul mercato dei primi lotti del nuovo raccolto. I ribassi hanno riguardato però il mais standard (contratto 103 Ager), i cui prezzi sono scesi a fine mese sotto la soglia dei 260 €/t. Il mais con caratteristiche (aflatossine max 5 ppb) ha mostrato però segnali di tenuta, mantenendosi sui 275 €/t. I prezzi attuali rimangono comunque sostenuti, superiori di quasi il 50% rispetto ad un anno fa.

Con la raccolta in corso, emergono timori per l’impatto della siccità estiva sulla produzione italiana in termini qualitativi e, soprattutto, di volumi. Le stime di fine agosto della Commissione Europea hanno rivisto al ribasso il raccolto italiano, previsto ora sui 6 milioni di tonnellate rispetto ai 6,4 milioni di tonnellate che venivano preventivati a luglio.

La limitata disponibilità di prodotto di qualità potrebbe secondo gli operatori intervistati fornire sostegno nel breve termine ai prezzi del mais con caratteristiche, a fronte di un mercato che appare cedente per il prodotto standard.

Agosto ha messo in evidenza un robusto aumento anche dei prezzi degli orzi nazionali per uso zootecnico, sostenuti dalla contemporanea crescita dei grani teneri. I prezzi hanno raggiunto a fine mese la soglia dei 230 €/t, mettendo a segno un rialzo di oltre il 10% rispetto a fine luglio e di oltre il 40% rispetto alla scorsa annata.

Grano tenero, aumenti marcati per i grani nazionali

I prezzi dei grani teneri nazionali hanno messo a segno un consistente rialzo ad agosto, riportandosi a fine mese ai massimi dall’inizio del 2013. Il grano tenero panificabile nazionale ha registrato un aumento del 10% rispetto a luglio, attestandosi su un valore medio mensile di 240 €/t ma toccando a fine mese punte superiori ai 250 €/t. Forte rincaro (+9%) anche per i grani di forza, attestati a ridosso dei 280€/t.

Sia per i grani panificabili che per i grani di forza si è registrata una maggiore domanda, favorita anche dai problemi qualitativi che si stanno delineando per i raccolti comunitari, soprattutto in Francia e in Germania. Oltralpe, in particolare, una parte consistente del raccolto (il 39% secondo France Agrimer) presenta peso specifico inferiore ai 76 kg/hl e rischia di essere destinata ad uso zootecnico.

In Italia, intanto, il raccolto si sarebbe attestato nettamente al di sotto dei 3 milioni di tonnellate: le stime di fine agosto della Commissione Europea indicano un volume di 2,6 milioni di tonnellate, in calo del 2,3% rispetto al 2020 e del 6,3% rispetto alla media del quinquennio 2016-2020.

Dopo i rialzi di agosto, i prezzi si sono portati su livelli sostenuti. La disponibilità dell’offerta appare in crescita e gli operatori intervistati non escludono una maggiore stabilità nel breve termine per i grani nazionali.

Grano duro, impennata dei prezzi

I prezzi del grano duro hanno registrato ad agosto una vera e propria impennata, complice la pesante contrazione della produzione nordamericana, duramente colpita dalla siccità dei mesi estivi. Il raccolto del Canada crollerebbe sui 4milioni di tonnellate (stime Statistics Canada), in calo del 39% rispetto al 2020 e ai minimi dal 2010, confermando i timori che erano emersi già a luglio. Tale scenario ha provocato un balzo delle quotazioni canadesi e si è ripercosso sul mercato italiano, generando una maggiore domanda di prodotto nazionale. I prezzi del grano duro fino si sono attestati ad agosto su un valore medio di 405 €/t (+40% su base annua), spingendosi però a fine mese a ridosso dei 500 €/t, ovvero vicini ai livelli record toccati in avvio di 2008.Gli aumenti messi a segno dal grano duro si sono traslati sul prezzo all’ingrosso della semola, attestata a fine agosto sui 640€/t, in crescita di oltre il 50% rispetto a dodici mesi prima.

Segna il passo, intanto, l’import di grano duro extra-UE in avvio di campagna: tra il 1° luglio e il 6 settembre sono state importate poco più di 212mila tonnellate, il 57% in meno rispetto allo stesso periodo del 2020.

Alcuni degli operatori intervistati non escludono un rallentamento, dopo la corsa record di agosto, in linea con quanto registrato in avvio di settembre nel mercato canadese. La domanda di prodotto nazionale rimane comunque consistente, alla luce del calo produttivo del Canada e dei problemi qualitativi in Francia.

Cereali esteri – Andamento dei prezzi nel mercato internazionale

Agosto ha messo in evidenza un aumento delle quotazioni internazionali del grano tenero, sostenute dalla revisione al ribasso delle stime produttive per l’annata 2021/22. L’IGC a fine agosto ha tagliato ulteriormente la produzione mondiale, portandola a 782milioni di tonnellate, 6 milioni di tonnellate in meno rispetto alla stima di luglio. Il calo è imputabile al taglio della stima sul raccolto di Russia (da 81 a 75 milioni di tonnellate) e Canada (da 28,5 a 24,5 milioni di tonnellate). Le quotazioni hanno dunque mostrato aumenti sia sui mercati a termine che sui mercati spot. Alla Borsa di Chicago, grazie a una crescita quasi ininterrotta nei mesi di luglio e agosto, le quotazioni hanno raggiunto a metà agosto la soglia dei 760 cent$/bushel, per poi ripiegare parzialmente nelle ultime sedute del mese.

Segno positivo (+6,6%) anche per il North Spring di provenienza nordamericana scambiato sul mercato italiano, attestato sia fine mese sui 400 €/t, ai massimi dal 2008.

Forti aumenti anche nel mercato francese del grano duro, con i prezzi passati dai 270 €/t di fine giugno ai 430 €/t di inizio settembre (FranceAgriMer).

Fonte: BMTI