BMTI Cereali, listini in assestamento ma sempre su livelli elevati

Dopo l’impennata dei prezzi registrata nelle settimane immediatamente successive allo scoppio del conflitto russo-ucraino, i mercati di grano tenero, mais e orzo hanno registrato nella seconda parte di marzo e in avvio di aprile una fase di assestamento, con dei segnali di ribasso nei listini. I prezzi attuali rimangono però su livelli storicamente elevati. Mercato stabile e prezzi senza variazioni sostanziali per il grano duro.

Grano duro

Il mercato del grano duro di produzione nazionale è apparso nel complesso stabile a marzo e in avvio di aprile, con un volume di scambi limitato ed una disponibilità di prodotto in calo. Al contrario di quanto osservato per grano tenero, orzo e mais, i prezzi non hanno registrato variazioni significative, rimanendo comunque su livelli elevati. Il grano duro fino si è attestato nella seconda settimana di aprile sui 540 €/t, un livello superiore dell’85% rispetto all’anno precedente. Tra i derivati del grano, leggero rialzo si è osservato per la semola (+2,7% rispetto a febbraio), con i valori che confermano la forte crescita su base annua (+95%). Per quanto riguarda i prossimi raccolti, le prime stime della Commissione Europea, diffusi a inizio aprile, indicano per l’Italia una produzione di 4 milioni di tonnellate, di fatto in linea con l’attuale annata. Oltreoceano, invece, le prime previsioni sulle semine in Canada proiettano le superfici sui 2,5 milioni di ettari, in aumento del 12,5% rispetto al 2021. Si confermano in calo gli acquisti italiani di grano duro provenienti da fuori l’UE, praticamente dimezzati (-47%) rispetto alla scorsa annata (dati aggiornati al 31 marzo).

Con le disponibilità di prodotto 2021 ormai ridotte, gli operatori si attendono un sostanziale consolidamento dei prezzi nelle ultime settimane dell’annata. Tra gli operatori intervistati non sembrano registrarsi particolari tensioni, al momento, sul nuovo raccolto.

Grano tenero

Dopo l’impennata registrata nelle settimane immediatamente successive allo scoppio del conflitto russo-ucraino, i prezzi del grano tenero hanno registrato nella seconda parte di marzo e in avvio di aprile una fase di assestamento, complice la riduzione della domanda e l’arrivo di precipitazioni al Nord. I prezzi rimangono però su livelli storicamente elevati, sostenuti dalle incognite che gravano sul mercato comunitario ed internazionale, legate sia al prolungarsi del conflitto che ai timori sui raccolti UE (stimati dall’IGC sui 135 milioni di tonnellate, in calo del 2% rispetto allo scorso anno) e mondiali (condizioni meteo in Nord America). I prezzi dei grani teneri panificabili si sono attestati nella seconda settimana di aprile appena sotto i 400 €/t, più alti del 70% rispetto allo scorso anno. Ed elevati rimangono anche i prezzi all’ingrosso della farina, in crescita del +53% rispetto a marzo 2021. Circa la prossima annata, le stime di fine aprile della Commissione Europea prevedono per il nostro paese un raccolto di 2,5 milioni di tonnellate, in calo di circa 300mila tonnellate rispetto ai volumi prodotti nel 2021.

Pur con le incertezze legate allo scenario internazionale, gli operatori intervistati si attendono un sostanziale consolidamento dei prezzi, con possibili maggiori tensioni per le varietà di frumenti panificabili legate all’approvvigionamento dall’estero.

Mais e Orzo

Il balzo dei prezzi del mais osservato nelle prime settimane successive allo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina ha lasciato spazio a partire da metà marzo ad una fase di parziale rientro. Dopo i forti timori iniziali gli utilizzatori hanno provato a riorientare la domanda verso bacini di approvvigionamento alternativi a quelli coinvolti nel conflitto. A questo si aggiunge una contrazione dei consumi zootecnici per via degli elevati livelli di prezzo raggiunti. Le quotazioni del mais rimangono comunque sostenute, attestate in avvio di aprile sui 370 €/t, in calo dell’8% dal picco di metà marzo ma superiori di oltre il 60% su base annua. Nonostante i prezzi elevati, secondo le stime di fine aprile della Commissione Europea le superfici italiane a mais crescerebbero di appena il 2% rispetto al 2021, toccando i 600mila ettari. Scenario simile al mais si è osservato per i prezzi dell’orzo nazionale, in un mercato segnato da disponibilità di prodotto ormai in calo (confermata dai primi non quotati nei listini delle Borse Merci) ed una domanda zootecnica limitata. I prezzi si sono attestati in avvio di aprile sui 375 €/t, più alti di oltre l’80% su base annua.

Gli operatori si attendono nel breve un consolidamento dei prezzi del mais. Nonostante l’elevato livello delle quotazioni, tra gli operatori c’è incertezza sull’andamento delle prossime semine per via degli elevati costi di produzione (fertilizzanti, gasolio agricolo) e delle condizioni siccitose che permangono nelle regioni del Nord Italia.

Cereali esteri

Nella seconda parte del mese di marzo i listini internazionali dei cereali sono parzialmente rientrati dai massimi storici fatti registrare a seguito dello scoppio del conflitto russo-ucraino, pur rimanendo su livelli particolarmente elevati. Al Matif di Parigi le quotazioni del future sul grano tenero sono scese a fine marzo del -13% rispetto ai massimi storici registrati a inizio mese, pur mantenendosi su valori mai osservati prima del conflitto. Dinamica simile per il future sul mais che a Parigi perde il -16% rispetto a inizio marzo. I mercati restano sensibili all’evoluzione della crisi, specie al persistere dei blocchi ai flussi commerciali in uscita dal Mar Nero, in un contesto in cui gli operatori valutano anche le incertezze legate all’andamento delle prossime semine. Secondo l’ultimo report dello USDA sulle intenzioni di semina, rispetto al 2021 si registra un calo del 4% delle superfici coltivate a mais negli Stati Uniti, principale esportatore con una quota del 40% circa del totale mondiale. Forti tensioni permangono nel mercato dei semi oleosi, con il future sulla colza negoziato a Parigi che ha raggiunto lo scorso aprile 14 aprile il valore record di 1.000 €/t.

Fonte: BMTI