BMTI – I forti rincari per il mais trascinano il prezzo del tenero

La Borsa Merci Telematica Italiana (BMTI) evidenzia che nel mese aprile è continuata una stabilità nel mercato del grano duro, mentre si sono osservati rialzi per gli altri cereali nazionali e forti rincari per il mais.

I listini del grano duro fino nazionale sono rimasti praticamente invariati, mantenendosi in media appena sotto la soglia dei 290€/t (289€/t, -0,5% su base mensile e -2,3% su base annua). Pochi movimenti anche per il grano duro di provenienza canadese: sulla piazza di Bari i prezzi sono rimasti fermi sotto la soglia dei 300€/t (-0,7% su base mensile).

Sul fronte delle quantità attese le stime di aprile dell’International Grains Council confermano per l’Italia una produzione 2021 di 4,4 milioni di tonnellate, invariata rispetto alla previsione di marzo.

Tornano intanto ad accentuarsi le importazioni italiane di grano duro extra UE-27. Ad aprile le quantità importate sono state pari a 329 mila tonnellate, oltre il doppio rispetto a dodici mesi prima. Nel complesso, da inizio annata (luglio2020) a fine aprile l’import si attesta sopra 1,8milioni di tonnellate, il 30% in più rispetto allo stesso periodo dell’annata 2019/20.

Con l’attenzione ormai rivolta al nuovo raccolto, secondo gli operatori intervistati le ultime settimane dell’attuale annata non dovrebbero registrare movimenti significativi nei listini nazionali.

La staticità del mercato del grano tenero nazionale osservata a febbraio e marzo è stata interrotta a fine aprile da una nuova fase di rialzo dei prezzi. I rincari registrati nei listini delle Borse Merci nazionali sono stati sostenuti dalla crescita delle quotazioni estere, spinte verso l’alto dagli aumenti del mais, e, per quanto riguarda il mercato comunitario, anche dai timori per la carenza di precipitazioni in Francia. Dopo essere scesi a metà aprile sui 230 €/t i prezzi dei grani nazionali panificabili sono risaliti fino a superare in avvio di maggio i 240 €/t sulle principali piazze di scambio del Nord Italia, in crescita rispetto allo scorso anno del 18% circa. Forte aumento nel mercato francese, dove le quotazioni hanno raggiunto a inizio maggio i 244 €/t sulla piazza di Rouen, guadagnando 30 €/t nell’ arco di un mese. La crescita su base annua è del +23%.

Mentre la campagna attuale si avvia alla chiusura, le stime di fine aprile della Dg Agri della Commissione Europea proiettano il prossimo raccolto italiano sui 2,6 milioni di tonnellate,in calo di 100mila tonnellate rispetto al 2020. Viene confermata, invece, lo ripresa produttiva a livello Ue-27 (da 118, l a 125,7 milioni di tonnellate)

Gli operatori intervistati non escludono ulteriori correzioni al rialzo permanendo preoccupazioni circa il deficit idrico sul raccolto italiano ed al tempo stesso, i prezzi dovrebbero beneficiare di una maggiore domanda zootecnica per via della competitività attuale di prezzo rispetto al mais.

Fonte:BMTI

Forti rincari ai prezzi del mais rilevati nelle Borse Merci italiane ad aprile e in avvio di maggio, attribuibili al balzo delle quotazioni sulle principali piazze internazionali, causato principalmente dai problemi di deficit idrico che permangono sul raccolto brasiliano.

Il prezzo medio del maisnazionale ad uso zootecnico si è attestato a ridosso dei 235 €/t in crescita del 30% su base annua. Aumento che si è ulteriormente accentuato in avvio di maggio, con i prezzi saliti sopra i 250 €/t quasi il 50% in più rispetto all’annata precedente e ai massimi dalla fine del 2012.

Ancor più ampia la crescita osservata sulle piazze estere: a Bordeaux in avvio di maggio le quotazioni hanno superato i 310 $/t (pari a circa 260 €/t) mettendo a segno un rincaro del 70% rispetto a dodici mesi prima.

Sul fronte produttivo, intanto, le stime della DG Agri della Commissione Europea continuano a prospettare una decisa ripresa dei raccolti comunitari nel 2021. Le previsioni diffuse a maggio confermano un output di oltre 71 milioni di tonnellate (+9,7% rispetto al 2020), superiore delle stime dell’lnternational Grains Council che prospettano un raccolto UE di 67,5 milioni di tonnellate

Nel breve termine il mercato è destinato a rimanere in tensione, secondo gli operatori intervistati, con i prezzi nazionali ulteriormente sostenuti dagli aumenti delle quotazioni estere.

Forti aumenti ad aprile per i prezzi dei cereali e semi oleosi scambiati sulle principali piazze internazionali. Oltre al basso livello delle scorte globali di cereali, attese alla fine dell’annata 2020/21 sui 609 milioni di tonnellate, ai minimi delle ultime cinque annate, a spingere al rialzo tutto il comparto sono state le tensioni nel mercato del mais, causate dalle prospettive negative sul raccolto in Brasile, a causa delle condizioni siccitose, e del lento progredire delle semine negli Stati Uniti. In Brasile, le quotazioni (FOB Paranagua) del MAIS hanno toccato a fine aprile i 309 $/t, quasi 40 €/t in più nell’arco di un mese.

Alla Borsa di Chicago le quotazioni futures del mais hanno chiuso il mese sui 740 cent di $ per bushel, in crescita di oltre il 30% nell’arco di un mese e ai massimi dal 2013. Spinte dai rialzi del mais, un forte incremento si è osservato anche per le quotazioni del GRANO TENERO. Su base mensile il rincaro è stato di oltre il 20%, e le quotazioni hanno chiuso il mese sui 742,50 cent di $ per bushel, ai massimi dal 2014.