BMTI, mercato cereali: stazionario in marzo ed avvio aprile

La Borsa Merci Telematica Italiana informa che nel mese di marzo il mercato nazionale dei cereali è stato stazionario e la stabilità è proseguita nei mercati di inizio aprile.

Fonte: BMTI

Il prezzo medio mensile del mais ad uso zootecnico (contratto103) è rimasto attestato appena sopra i 220€/t, fermo a febbraio (+0,1%). La forte accelerazione registrata a gennaio 2021 continua invece a mantenere ampiamente positivo il confronto con la scorsa annata, pari attualmente ad un+25,9%. Poche le variazioni anche in apertura di aprile.

A imprimere staticità è stata anche la minore tensione osservata per le quotazioni internazionali. Nei listini delle Borse Merci si è rilevato un ribasso basso mensile del 2% circa sia per il mais di provenienza provenienza UE che extra UE.

A fine marzo la Commissione Europea ha diffuso le prime stime sulla produzione 2021 nei 27 Stati membri. Il raccolto italiano viene prospettato sui 6,7milioni di tonnellate, in linea con il 2020 (-0,3%). Dovrebbe invece registrarsi un aumento per la produzione maidicola UE, attesa sopra i 71milioni di tonnellate, in rialzo di quasi il 10% rispetto al 2020. Un forte recupero è previsto in Romania (+49%) e Bulgaria (+33%) mentre la previsione è leggermente negativa per la (-2%).

Secondo gli operatori intervistati, il mercato non dovrebbe registrare particolari movimenti nel breve periodo, risentendo anche dell’afflusso di merce estera. Alcuni operatori non escludono però qualche possibile rialzo di prezzo qualora, con l’evolversi dei raccolti, si prospettassero problemi per il grano tenero.

Il mercato dei grani teneri nazionali ha attraversato a marzo una fase di stasi, con scambi rallentati per via della domanda limitata.

I prezzi del grano tenero panificabile hanno registrato un lieve calo mensile (-0,9%), mantenendosi comunque al di sopra della soglia dei 230€/t e in crescita del 15% circa rispetto alla scorsa annata. Prezzi praticamente fermi per i grani di forza, di migliore qualità (-0,6%). Calo più accentuato si è rilevato per i grani di provenienza comunitaria, scesi del 2,1% su base mensile.

Tale scenario è sembrato appesantirsi in avvio di aprile, con il segno «meno» presente nei listini di tutte le principali piazze di scambio.

Circa la prossima annata, la produzione italiana viene stimata dalla DG Agri della Commissione Europea sui 2,6milioni di tonnellate, di fatto invariata rispetto al 2020. A livello europeo, invece, si prospetta un’annata segnata da una forte ripresa produttiva. Dopo la contrazione del 2020 i raccolti dei 27 Stati membri si attesterebbero sui 127,7milioni di tonnellate, l’8% in più su base annua, sulla scia dei recuperi attesi in Francia, Romania e Bulgaria.

Secondo gli operatori intervistati la fase di calma nel mercato del grano tenero è destinata a protrarsi nel breve periodo, in attesa di maggiori informazioni sul nuovo raccolto (eventuale impatto dell’assenza di precipitazioni).

I prezzi del grano duro fino si sono attestati sui 290 €/t, in calo del 2% rispetto a febbraio. Si è affievolita rispetto ai mesi scorsi la crescita rispetto alla scorsa annata, pari ad un +2% rispetto a marzo 2021. Poche le variazioni nei listini del grano duro di provenienza estera, con cali mensili marginali sia per il grano canadese n.1 (-0,9% alla Borsa Merci di Bari) che spagnolo (-0,1%).

Intanto, a circa due mesi dall’avvio delle operazioni di trebbiatura, le stime della DG Agri della Commissione Europea indicano per l’Italia una produzione 2021 di 4,2milioni di tonnellate, l’8,6% in più (pari a 300mila tonnellate) rispetto al 2020.

A marzo si è registrata una frenata delle importazioni italiane di grano duro di provenienza extra UE-27. Le quantità importate dal nostro paese nell’attuale annata (periodo 1 luglio 2020–31 marzo 2021), pari a 1,5milioni di tonnellate, rimangono comunque superiori del 17,6% rispetto all’annata 2019/2020.

Il mercato entra nell’ultima parte di campagna senza particolari tensioni, soprattutto sul fronte della domanda, e con qualche apprensione per la carenza idrica registrata nelle passate settimane. Possibile secondo alcuni degli operatori intervistati qualche leggera correzione al ribasso nei listini.

Sul mercato internazionale marzo ha evidenziato un ripiegamento delle quotazioni spot del grano tenero e del mais, che si mantengono tuttavia su livelli elevati.

Le prospettive favorevoli sul raccolto mondiale nell’annata 2021/2022, stimato dall’International Grains Council a marzo su un valore record di 790milioni di tonnellate (+2% rispetto all’annata 2020/2021), ha contribuito a imprimere dei ribassi alle quotazioni sia sui mercati spot che futures del GRANO TENERO. Alla Borsa di Chicago, le quotazioni futures hanno chiuso il mese a ridosso dei 620centesimi di dollaro per bushel (paria194€/t), in calo del 6% rispetto all’ultima seduta di febbraio. Più contenuta la flessione per il MAIS, che ha trovato parziale sostegno sia negli ulteriori acquisti della Cina sia nelle incertezze sui raccolti sudamericani. I futures a Chicago sono rimasti per tutto il mese sopra i 540 cent $/bushel (oltre 180 €/t). Da metà marzo cali hanno interessato il GRANO DURO scambiato nel mercato francese, attestato sia fine marzo sui 260 €/t(-15 €/t su base mensile).