Caro-bollette: prelievo extra solo sulle rinnovabili, intatti gli extra-profitti delle centrali a carbone o gas

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 21 del 27 gennaio 2022 il Decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4 recante “Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da COVID-19, nonché per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico” (cosiddetto “Sostegni ter”)

L’art. 16 “ Interventi sull’elettricità prodotta da impianti a fonti rinnovabili” prevede che, a partire dal 1° febbraio 2022 e fino al 31 dicembre 2022, sull’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici di potenza superiore a 20 kW che beneficiano di tariffe fisse derivanti dal meccanismo del Conto Energia, non dipendenti dai prezzi di mercato, nonché sull’energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonte idroelettrica, geotermoelettrica ed eolica che non accedono a meccanismi di incentivazione tariffaria per differenza, è applicato un meccanismo di compensazione a due vie sul prezzo dell’energia affidato al GSE, il Gestore dei Servizi Energetici. 

In sostanza questo provvedimento prevede il taglio della remunerazione per i soli produttori rinnovabili al prezzo del mercato elettrico del decennio 2010-2020. Per dare una idea, il prezzo medio di borsa dell’ultimo mese è stato circa di 240 euro/MWh (prezzo che hanno preso tutti i produttori di energia elettrica), mentre il prezzo che il Governo vuole riconoscere agli impianti delle rinnovabili è di 60 euro/MWh, quando tutti gli altri produrranno e venderanno lo stesso prodotto ad un prezzo 4 volte maggiore. Questo è un ingiustificato accanimento contro le fonti pulite, mentre si dimentica che, la causa dell’elevato costo dell’energia elettrica, è l’aumento del gas e che proprio chi produce energia elettrica con tale fonte inquinante non verrà colpito dall’intervento.

In ogni caso si tratta di un intervento estemporaneo e di complessa attuazione che non consentirà di raggiungere l’obiettivo auspicato, cioè di introdurre modifiche strutturali al sistema elettrico al fine di favorire la crescita delle fonti rinnovabili che invece sarebbero in grado di ridurre e stabilizzare i prezzi di borsa; inoltre mette a rischio anche le dinamiche di mercato energetico così come strutturato.

Si tratta di una scelta precisa: penalizzare le rinnovabili per favorire le fossili.

Non si fa infatti menzione nel decreto, né degli extra profitti dei produttori di energia elettrica che utilizzano il gas, per i quali, avendo contratti di approvvigionamento a lungo termine tuttora in vigore, nei quali esistono precisi criteri di indicizzazione, è possibile calcolare con precisione l’extraprofitto, né dei produttori di gas che sono i veri beneficiari di questa esplosione del prezzo di mercato.