Cereali, andamento prezzi chiusura campagna 2021/2022

Come riportato nell’analisi svolta da BMTI di giugno 2022, “le ultime battute della campagna commerciale 2021/2022 del grano duro nazionale hanno mostrato un incremento dei prezzi, pur in uno scenario di scambi limitati anche a causa delle ormai ridotte disponibilità di prodotto 2021. I prezzi del grano duro fino hanno raggiunto a fine maggio i 550 €/t, confermandosi in avvio di giugno. Si è registrata una crescita di quasi 20 €/t rispetto al mese precedente e i prezzi sono tornati sui picchi di fine gennaio. La campagna si chiude così con prezzi più alti dell’85% rispetto a un anno fa. Sono rimasti invariati, invece, i prezzi all’ingrosso della semola. I prezzi attuali si confermano però di fatto raddoppiati (+96%) rispetto allo scorso anno. Circa il nuovo raccolto, le operazioni di trebbiatura sono partite al Sud ma non si ha ancora un quadro d’insieme su rese e qualità. Le stime di inizio giugno della Commissione Europea indicano per l’Italia un raccolto di 4,1 milioni di tonnellate mentre più contenuta è la stima di maggio del Coceral, che prospetta 3,8 milioni di tonnellate. A livello comunitario, la produzione è attesa in calo, stimata dalla Commissione sui 7,6 milioni di tonnellate rispetto ai 7,8 del 2021.

Gli operatori durante il mese di giugno rimangono in attesa della raccolta e di ricevere i primi dati relativi a rese e qualità della granella mantenendo quindi il mercato in tensione.

Il mercato relativo al grano tenero nazionale ha mostrato cedimento nelle battute conclusive dell’annata tra fine maggio e inizio giugno. Oltre ai ribassi delle quotazioni estere, a pesare sono state le precipitazioni registrate in Nord Italia, che hanno almeno parzialmente attenuato i timori di riduzione di resa del nuovo raccolto a causa della siccità dei mesi scorsi. Con le operazioni di trebbiatura prossime al via, le stime disponibili sul raccolto italiano oscillano tra i 2,5 milioni di tonnellate previsti dalla Commissione Europea a inizio giugno e i 2,8 milioni di tonnellate indicati dal Coceral a maggio. Nonostante i ribassi, i prezzi hanno chiuso comunque l’annata 2021/2022 su livelli record. Il grano tenero destinato alla panificazione si è attestato in avvio di giugno sopra i 390 €/t sulle principali piazze di scambio, il 65% in più rispetto alla chiusura dell’annata 2020/2021. Ancora più ampio l’aumento registrato per i grani di forza, di migliore qualità, che chiudono l’annata in crescita del +75% rispetto alla precedente. Restano elevati anche i prezzi all’ingrosso della farina, che rispetto a maggio 2021 mettono a segno un rialzo del +56%.

Il mercato risente delle incertezze legate allo sblocco dell’export del grano ucraino e attende il responso dalla raccolta italiana e europea (soprattutto francese).

l mercato del mais in Italia è stato segnato a cavallo tra fine maggio e inizio giugno da una fase di deciso ribasso dei prezzi. Oltre all’arrivo delle precipitazioni in Nord Italia, sul calo delle quotazioni ha inciso la pressione dell’offerta a cui si è contrapposta una domanda zootecnica limitata. I prezzi del mais standard sono scesi nella prima settimana di giugno sui 360-365 €/t, mantenendo però una crescita del 36% rispetto allo scorso anno. Dallo scoppio del conflitto, invece, le quotazioni hanno guadagnato il 23%. Riviste in rialzo le stime della Commissione Europea sul prossimo raccolto in Italia, previsto ora sui 6,2 milioni di tonnellate, in crescita del 3,6% rispetto al 2021 e in linea con la media del quinquennio 2017-2021. A raccolta non ancora ultimata (la Commissione Europea stima una produzione di 1,1 milioni di tonnellate), giungono dalle Borse Merci le prime quotazioni del nuovo raccolto di orzo. A Milano il prezzo d’esordio dell’orzo nazionale pesante si è attestato sui 315-325 €/t, superiore del 62% rispetto alla prima quotazione della scorsa annata.

Le aspettative degli operatori c’è la convinzione che i prezzi vengano corretti al ribasso a causa dell’ampia offerta di prodotto a livello nazionale ed estero e alla difficoltà della domanda zootecnica.”

Fonte: BMTI.it