Cereali, la situazione del grano bloccato nei porti ucraini

Mario Draghi, durante la conferenza stampa del 16 giugno, tenuta con i leader europei Marcon e Scholz e il Presidente ucraino, ha voluto ribadire l’importanza dello sblocco del grano dei porti ucraini:

Dobbiamo sbloccare i milioni di tonnellate di grano che sono bloccati nei porti del Mar Nero. Ho appreso oggi che ci sono due settimane per sminare i porti, il raccolto arriverà alla fine di settembre, e una serie di scadenze che diventano sempre più urgenti. Sono scadenze che ci avvicinano regolarmente, inesorabilmente al dramma. 

Per farlo, per evitare questo terribile evento, occorre creare con la massima urgenza dei corridoi sicuri per il trasporto del grano.

Perché la crisi umanitaria in Ucraina non deve trasformarsi in una catastrofe mondiale. L’unico modo di procedere è avere una risoluzione delle Nazioni Unite che regoli la creazione di corridoi nel Mar Nero. La Russia finora l’ha rifiutata.

Nel frattempo, la prima nave che trasportava 18.000 tonnellate di mais ucraino è arrivata in spagna, precisamente a La Coruna, utilizzando una nuova rotta marittima attraverso il mar baltico.

Attualmente, l’Ucraina utilizza due principali canali di esportazione, attraverso la Polonia e la Romania. Nel primo caso il trasporto viene effettuato su rotaia e successivamente depositato in magazzini privi di infrastrutture necessarie a ricevere questa tipologia e quantità di merce, fatto che quindi complica logisticamente ed economicamente il commercio. In merito alla seconda tipologia di canale di esportazione, ovvero la Romania, il grano viene trasportato su rotaia fino ai porti del Danubio, dai quali successivamente il trasporto viene svolto da chiatte. Entrambe queste soluzioni comportano ritardi logistici e costi elevati anche se i governi stanno lavorando per migliorare queste vie.

Anche gli Stati Uniti stanno lavorando per supportare l’esportazione di cereali dall’Ucraina infatti il presidente Joe Biden ha affermato: “Stiamo lavorando a stretto contatto con i nostri partner europei per portare 20 milioni di tonnellate di cereali bloccati in Ucraina sul mercato, in modo da ridurre i prezzi alimentari globali”, ha aggiunto. “Gli Stati Uniti stanno lavorando a un piano per esportare cereali attraverso altri paesi su rotaia. L’Ucraina ha una diversa tipologia di rotaie rispetto all’UE, quindi costruiremo macchinari temporanei al confine tra Ucraina e Polonia per trasportare il grano dai vagoni ucraini ai granai, e poi ai carri europei e infine al trasporto marittimo”.

Il viceministro ucraino Taras Vysotskyi, ha affermato che: “Secondo le previsioni, l’Ucraina dovrebbe garantire pienamente l’approvvigionamento interno di tutte le colture più importanti. Si prevede un raccolto di 65 milioni di tonnellate di cereali, legumi e semi oleosi, comprese potenziali esportazioni di circa 30 milioni di tonnellate” confermando che la campagna di semina per questa stagione è terminata.

fonte: Ruminantia