Cereali. Studi sul mais Bt confermano di non avere effetti sugli organismi NON target

Secondo uno studio, basato sulla-meta analisi condotto da Steve Naranjo (dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti Servizio di ricerca agricola) e gli entomologi di Agroscope in Svizzera, sarebbe stato dimostrato lo scarso impatto del mais Bt sugli organismi e insetti non target.

Il mais Bt è stato introdotto per la prima volta nel 1996 negli Stati Uniti con l’obbiettivo di contrastare alcuni invertebrati dannosi come la piralide del mais (Ostrinia nubilalis) e le larve della falena Helicoverpa zea. Questa tipologia di mais agisce sui parassiti grazie ad una particolare tossina codificata da alcuni geni di Bacillus thuringiensis(Bt), introdotti nel DNA del mais, in grado di controllare i principali parassiti della coltura, riducendo così il numero di interventi fitosanitari.

Inizialmente questa tecnologia è stata oggetto di innumerevoli critiche e tra le principali prendeva piede l’idea che Bt fosse letale anche per insetti e altri organismi non target.

Lo studio in oggetto, ora pubblicato su Enviromental Evidence, sottolinea invece, lo scarso impatto del Mais Bt sugli organismi non bersaglio, soprattutto rispetto alla coltivazione di mais convenzionale.

La novità riguardante quest’ultimo studio riguarda la mole di dati e diverse condizioni che sono stati confrontati, riunendo le informazioni di 12 database bibliografici, 17 pagine web specializzate e le sezioni di riferimento di 78 articoli di revisione, rendendo lo studio molto inclusivo e specializzato.

Dallo studio è emerso che mais Bt non ha avuto effetti negativi sulla maggior parte di gruppi di invertebrati quali coccinelle, impollinatori e neurotteri, mentre le popolazioni di vespe e parassitoidi che predano la piralide del mais sono state ridotte.