Confagricoltura: «Sensori, big data e ambiente, l’agricoltura 4.0 pronta a rilanciare il paese»

Il presidente Massimiliano Giansanti: «Il paese ha compreso l’essenzialità del settore durante la pandemia. Qualità e ambiente, aree rurali e metropoli: bisogna favorire lo sviluppo di filiere intelligenti, valorizzare il prodotto italiano e la sostenibilità»

Il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti ha parlato a CUOREECONOMICO di Agricoltura di precisione e digitale, un comparto fondamentale per il rilancio del paese, in grado di essere un faro per la transizione ecologica.

Pnrr: come ripartire, cosa propone Confagricoltura e quali sono le urgenze per il settore agricolo

Una strategia per ripartire con il Pnrr, secondo il Presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, non può non puntare al superamento delle fragilità che caratterizzano la nostra economia, come sostenuto dalla Corte dei Conti nel “Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica”. Per cogliere nuovi bisogni e superare le difficoltà bisogna puntare su modernizzazione ed efficientamento, transizione ecologica, infrastrutture e investimenti. È urgente una generale semplificazione che passi attraverso le riforme del fisco per spingere così la domanda e la riforma della giustizia. Per far sì che il Recovery Plan rappresenti davvero una grande spinta nella ripresa post Covid, fondamentale sarà la governance. Si dovranno avere ben chiari quali sono gli obiettivi imprescindibili, ovvero, quelli diretti a garantire cibo sicuro e sostenibilità ambientale attraverso la valorizzazione del settore agricolo e la digitalizzazione. Il Paese si è reso conto dell’essenzialità dell’agricoltura durante il primo lockdown, quando tutto è rimasto fermo tranne l’agricoltura.

Quali riforme servono per sostenere il comparto

L’agricoltura deve essere messa nella posizione di saper rispondere alle nuove sfide che le si presentano. Le carenze infrastrutturali devono essere colmate per ridurre i costi del trasporto delle merci e il carico ambientale; questo è necessario anche per il superamento del gap con gli altri Paesi europei. Per questo motivo è fondamentale investire in ricerca e innovazione, ma anche in formazione. L’Italia ha bisogno di valorizzare le aree interne e i borghi rurali attraverso un piano di valorizzazione che passi proprio dall’agricoltura; non solo dal punto di vista turistico ma con una nuova integrazione tra metropoli, città e aree interne. È necessario favorire lo sviluppo di filiere intelligenti basate sulla valorizzazione del prodotto italiano, innovative ma anche sostenibili e competitive. Non bisogna perdere di vista l’Europa e la trattativa in corso sulla nuova politica agricola comune, che non può prevedere tagli finanziari proprio quando le imprese agricole devono mettere in pratica un forte impegno di rinnovamento. Massimiliano Giansanti afferma inoltre che “Analogamente vanno contrastati con determinazione i tentativi di etichettatura (es. Nutriscore) che favoriscono il cibo frutto di un processo di trasformazione di ingredienti – magari di origine sintetica – che penalizzano invece quelli che sono il frutto di cultura enogastronomica, tradizioni, territori, clima».

Transizione ecologica: cosa pensa Confagricoltura e come va applicata

Sul tema della transazione economica, Confagricoltura sostiene che gli orientamenti europei per la politica agricola abbiano obiettivi precisi da qui al 2030 per quanto riguarda il settore agricolo. La pressione sulle risorse naturali va ridotta, andando però ad aumentare la produzione. Questa è una sfida che le imprese sono pronte a raccogliere, per garantire la continuità dell’attività agricola, essenziale per la vitalità sociale ed economica delle zone rurali e delle aree interne, della quale proprio l’emergenza sanitaria ha mostrato l’importanza per uno sviluppo equilibrato del Paese.

Agricoltura 4.0 e innovazione: a che punto siamo, quali tecnologie vengono utilizzate e quali sono le nuove frontiere

Per quanto riguarda l’agricoltura di precisione, Giansanti afferma che rappresenta uno strumento strategico per il futuro dell’impresa agricola permettendo non solo di andare ad ottimizzarne l’efficienza produttiva, la qualità e la redditività ma anche di migliorarne le prestazioni ambientali. Le nuove tecnologie contribuiscono ad aumentare il numero di posti di lavoro occupati dai giovani in agricoltura, per fronteggiare il sempre maggiore bisogno di manodopera “digitalizzata”. In base ai dati raccolti dall’osservatorio Smart Agrifood della School of Management del Politecnico di Milano, il mercato dell’Agricoltura 4.0 è ripartito con slancio dopo il lockdown raggiungendo un valore di 540 milioni di euro nel 2020 (circa il 4% del mercato globale) e registrando una crescita del 20% rispetto all’anno precedente. Al momento, in Italia, solo il 3-4% della superficie agricola è coltivata con strumenti 4.0, segno che il mercato deve ancora esprimere la maggior parte del suo potenziale. Continua però la crescita della Blockchain, presente nel 18% delle soluzioni di tracciabilità agroalimentare.

Fonte: CUOREECONOMICO, articolo di Luigi Benelli

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