Le previsioni sui consumi per il 2021: nuove indagini Coop

Un’analisi del sondaggio “2021, l’anno che verrà” svolto in collaborazione Coop-Nomisma e dell’indagine “2021 Restart. Il nuovo inizio per l’Italia e gli italiani” rivolta alla community del sito di italiani.coop

L’effetto della pandemia si fa sentire sempre più forte. Se secondo alcuni, la ripresa economica si allontana, per altri la possibilità di “sconfiggere il virus” vaccinandosi si fa sempre più reale. Vediamo quali sono le previsioni sui consumi 2021 e i desideri emersi dalle due indagini.

Il digital jump scattato con la pandemia non accenna a fermarsi e la nuova vita on line degli italiani è un dato acquisito. La casa e il cibo rimangono dei caposaldi nel post-Covid; così ristrutturazioni, domotica e acquisti di elettrodomestici figurano ai primi posti nella lista dei desideri e lo “slow cooking” che ha dominato nel 2020 continua a rafforzarsi aiutando gli italiani a spendere meno, difendendo qualità e salubrità. Il cibo sulla tavola degli italiani è prima di tutto sostenibile, ma questo concetto si fa più articolato e include a fianco del generico rispetto per l’ambiente l’aggiunta di produzione locale e di filiera controllata. Compare anche il principio della giusta remunerazione per i vari attori della filiera.

La wish list degli italiani: i consumi per il 2021

fonte: https://www.italiani.coop/rapporto-coop-2020-versione-definitiva/

Pur essendo ben consapevoli che il recupero della situazione economica e sociale pre-Covid è ancora molto lontano, gli italiani dichiarano con forza la voglia di cambiare pagina e rompere la “bolla” che per molti mesi li ha tenuti reclusi in un drammatico presente sospeso. Si muovono così su un crinale instabile divisi tra la consapevolezza delle molte difficoltà che ancora hanno davanti e l’impazienza di riappropriarsi del loro futuro.

Per il 37% del campione la “speranza” torna prepotentemente ad essere la parola che meglio può descrivere il 2021, subito seguita dal “cambiamento” (19%) e dalla possibilità di poter presto costruire “qualcosa di nuovo”.  È questo il motto che sembra maggiormente rappresentare gli italiani nel futuro senza virus. D’altronde più della metà ammette di voler rivedere le priorità della propria esistenza, già da tempo lontani dai cliché che li vogliono ancora conformisti e abitudinari, ulteriormente accelerando un percorso di metamorfosi.

Dopo lo sforzo di resilienza alla pandemia espresso nel 2020, gli italiani aspirano adesso ad un futuro ed un mondo diverso. A partire proprio da una maggiore attenzione a sé stessi, per poi estendersi alla dimensione degli affetti più, fino ad arrivare alla consapevolezza di poter contribuire nel proprio piccolo alle sfide globali.  

Così, per il nuovo anno, nelle intenzioni degli italiani per i loro comportamenti quotidiani si affermano soprattutto stili di vita più salutari, comportamenti improntati a una maggiore sostenibilità, attenzione alle persone più fragili e infine sperimentazione delle opportunità digitali che migliorano la vita.

I consumi per il 2021 secondo l’indagine

fonte: https://www.italiani.coop/rapporto-coop-2020-versione-definitiva/

Il 2020 si chiude con la più ampia contrazione dei consumi dal dopoguerra (-10% rispetto all’anno precedente) e il 2021 vedrà certamente una ripresa (stimabile in un + 4,9%) che non consentirà però di riguadagnare i livelli e la composizione della spesa pre-Covid.

Ancora una volta il cibo è metafora dell’Italia e degli italiani. Assieme alla salute e alla casa, rimane l’ultimo argine alla riduzione dei consumi rispetto al pre-Covid. Ciò nonostante quello del 2021 sarà per molti un cibo sobrio (se per il 71% del campione questa voce di spesa rimarrà stabile, un 15% intende risparmiare). Continua l’onda lunga dello “slow cooking” la nuova strategia degli italiani per spendere meno, acquistando più ingredienti di base e meno piatti pronti, e contemporaneamente difendere qualità e salubrità del proprio cibo. Inoltre, gli acquisti si concentreranno maggiormente sugli alimenti prodotti con materie prime italiane e naturali/sostenibili.

I numeri

Con la nuova serie di chiusure che hanno caratterizzato la fine del 2020, gli italiani sono tornati a privilegiare i consumi indoor e la Gdo ha fatto segnare un incremento dell’8% delle vendite nella settimana di Natale. Una accelerazione finale che ha spinto le vendite 2020 della rete fisica della grande distribuzione a un +4,2% sull’anno precedente, e oltre il +5% considerando anche il canale e-commerce (che con una variazione che sfiora il +140%, contribuisce con quasi un punto percentuale alla crescita complessiva del settore). Le difficoltà economiche, da un lato, hanno certamente favorito la crescita del discount (+9,1%) e degli specialisti drug (+8,1%) e dall’altro, le limitazioni agli spostamenti hanno fatto crescere il libero servizio che, con un’inversione di tendenza rispetto allo scorso anno, segna una variazione positiva del +5,8%. All’opposto, continua invece a soffrire il canale degli ipermercati (-2,8%).

fonte: https://www.italiani.coop/rapporto-coop-2020-versione-definitiva/

Proprio l’e-commerce rappresenta il dilemma degli operatori della filiera. Per i top manager alimentari costituisce contemporaneamente una minaccia (per il 60%) ed una opportunità (40%). Un mercato in forte crescita anche il prossimo anno (+62% la stima Nielsen di incremento delle vendite online 2021) e l’occasione per dare un migliore servizio ai consumatori, ma allo stesso tempo anche un canale che rischia di cannibalizzare la rete fisica ed aggiungere ulteriori costi agli equilibri di bilancio già piuttosto precari del settore.