CONSUMO DI YOGURT E POLIPI DEL COLON-RETTO

Nutrirsi è fondamentale. Tanto che secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nutrizione adeguata e salute sono da considerarsi diritti umani fondamentali, assai correlati l’uno all’altro.

Una nutrizione corretta costituisce, assieme a una adeguata attività fisica e al controllo di altri fattori di rischio, come il fumo o l’alcol, un elemento fondamentale nella prevenzione di numerose condizioni patologiche. È infatti ormai stato dimostrato che lo stile di vita e le scelte alimentari agiscono in modo incisivo nella possibilità di evitare lo sviluppo di malattie, di controllarne l’evoluzione o, al contrario, provocarne l’insorgenza.

Secondo i dati raccolti da due studi caso-controllo separati che si basavano sulla colonscopia, Il Tennessee Colorectal Polyp Study (TCPS) ed il Johns Hopkins Biofilm Study, esiste una correlazione tra il consumo di yogurt e la diminuzione della probabilità di sviluppare un polipo o iperplastico (HP) adenomatoso (AP).

Il Tennessee Colorectal Polyp Study (TCPS) ed il Johns Hopkins Biofilm Study hanno arruolato, rispettivamente, 5446 e 1061 partecipanti, con diagnosi di polipo iperplastico, polipo serrato sessile, polipo adenomatoso o che non ne presentavano alcuno. L’obiettivo degli studi era valutare l’associazione tra la frequenza di consumo di yogurt e l’utilizzo di probiotici con la diagnosi di polipi del colon-retto.

Nel Tennessee Colorectal Polyp Study, il consumo giornaliero di yogurt, se paragonato ad un consumo raro/assente, era associato ad una diminuzione delle probabilità di sviluppare un polipo iperplastico, e il consumo settimanale di yogurt era associato a una diminuzione delle probabilità di sviluppare un AP tra le donne.

Nel Biofilm Study, sia il consumo settimanale di yogurt che l’utilizzo di probiotici sono stati associati ad una riduzione minore rispetto ai risultati del Tennessee Colorectal Polyp Study, soprattutto per quanto riguarda il polipo adenomatoso.

In sintesi, il consumo di yogurt può essere associato ad una diminuzione delle probabilità di sviluppare HP e AP e l’utilizzo di probiotici può essere associato ad una diminuzione delle probabilità di sviluppare un AP.