Contro lo spreco ogni giorno, la situazione in Italia e nel mondo

Dall’Italia alla Cina, la lotta allo spreco alimentare segna una svolta culturale importante ad ogni livello della filiera agroalimentare

Il panorama italiano

Nell’Italia del Covid diminuisce lo spreco alimentare tra le mura domestiche. Una svolta culturale quindi, quella verso l’attenzione quotidiana e consapevole al tema dello spreco alimentare. Secondo Waste Watcher International Observatory , su rilevazioni IPSOS, gli sprechi alimentari fra le mura italiane  si sono ridotti dell’11,78%  rispetto al 2019 con un risparmio di 376 milioni di euro. La tendenza positiva si conferma anche in questa prima parte del 2021, testimoniando come lItalia sia tra i Paesi più sensibili allo sviluppo sostenibile

L’attenzione alla prevenzione degli sprechi alimentari e al loro impatto ambientale risulta particolarmente alta, dove 1 cittadino su 2 (la media mondiale è meno di 1 cittadino su 3) dichiara il suo impegno e sensibilità al tema, mentre l’85% della popolazione ritiene che dovrebbero essere rese obbligatorie le donazioni di cibo ritirato dalla vendita ad associazioni che tutelano le persone più bisognose, categoria particolarmente colpita durante questa emergenza sanitaria.

La normativa

Nel 2016 è entrata in vigore in Italia la Legge Gadda n. 166/2016, che adegua l’Italia agli altri stati europei in materia di sprechi alimentari. La legge infatti prevede sia interventi per la riduzione degli sprechi nelle fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione di prodotti alimentari in surplus, attraverso sgravi fiscali per chi li recupera e/o dona ai fini di solidarietà sociale, sia agevolazioni per chi contribuisce alla limitazione degli impatti negativi sull’ambiente e sulle risorse naturali con azioni volte a ridurre la produzione di rifiuti e a promuovere il riuso e il riciclo dei prodotti

Lo spreco alimentare nel mondo

Il fenomeno della perdita di cibo ancora commestibile avviene però non solo all’interno delle nostre case, ma si ha lungo tutta la catena di produzione e di consumo del cibo: secondo la FAO, a livello mondiale, sono 1.6 miliardi le tonnellate di cibo che vengono sprecate ogni anno, ovvero un terzo della produzione alimentare globale.

Anche l’Ue si è mossa per attuare a una strategia contro gli sprechi alimentari: nel pacchetto di Direttive sono infatti stati introdotti target di riduzione degli sprechi del 30% al 2025 e del 50% al 2030. La Fondazione per lo sviluppo sostenibile ha inserito la riduzione degli sprechi come obiettivo per migliorare la sostenibilità della filiera agroalimentare e ridurre le emissioni di CO2.

Un po’ di dati…

Secondo le stime dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) in media una persona che vive in Europa o in Nord America spreca intorno ai 95–115 kg all’anno, mentre nell’Africa subsahariana intorno ai 6–11 kg all’anno 35% animale 20% vegetale.

Per ridurre i 18 miliardi di kg di cibo che vengono sprecati ogni anno nel settore della ristorazione urbana cinese, e i 35 miliardi di kg di grano persi nelle fasi che precedono il consumo, la Cina ha approvato un disegno di legge, in vigore con effetto immediato, sulla prevenzione dello spreco alimentare, in particolare nei ristoranti, per cui indurre i clienti a ordinare quantità di cibo eccessive per poi inevitabilmente lasciarle nel piatto potrebbe portare a una multa fino a 10mila yuan, circa 1.275 euro. Non solo provvedimenti per i ristoranti, ma anche contro il mukbang, fenomeno tutto digitale di riprendersi mentre si ingurgitano grandissime quantità di cibo.

Le nostre scelte

Che sia per il produttore o il consumatore, una corretta cultura alimentare e l’attenzione quotidiana e consapevole al tema dello spreco alimentare, sono elementi imprescindibili durante tutta la filiera. Sono infatti le nostre scelte a contribuire in maniera più o meno significativa al bene comune, ed ognuno è chiamato a svolgere la propria parte.
Per quanto riguarda il consumo domestico, ecco alcuni spunti da ricordare:

  • controllare sempre la data di scadenza del cibo sulle etichette;
  • disporre gli alimenti nel frigorifero alle giuste temperature;
  • rispettare la temperatura durante il trasporto del cibo;
  • se avanza il cibo fuori casa, chiedere il family bag;
  • conservare bene i prodotti confezionati aperti;
  • riutilizzare gli avanzi e gli scarti, congelandoli o per nuove ricette;
  • programmare la spesa in funzione delle esigenze.

Fonte: Fao, Waste Watcher International Observatory, zerospreco, Wired