Conversione del DL Sostegni ter: tra le richieste di Confagricoltura anche la rinegoziazione dei debiti per le imprese

Per fare fronte ai rincari dei prezzi di gas, elettricità e fitofarmaci è necessario sostenere la liquidità delle aziende agricole. Lo strumento principale deve essere la rinegoziazione ventennale del debito bancario sostenuto dalla garanzia gratuita di Ismea attraverso il fondo da 10 milioni di euro. Questa è una delle richieste che Confagricoltura ha portato al tavolo della V Commissione Bilancio del Senato impegnata nella conversione in legge del DL Sostegni ter, il decreto dedicato agli aiuti al tessuto produttivo italiano colpito dal Covid-19. 

L’associazione degli imprenditori agricoli ha anche espresso dubbi sul meccanismo di compensazione “a due vie” previsto per il settore della green energy. La misura prevede il taglio di quelli che vengono definiti extra-profitti, prodotti nel corso del 2022 con la vendita di energia derivante da fonti rinnovabili. Anche se la ratio è recuperare risorse per compensare gli impianti che producono senza incentivi statali, il rischio reale è che l’unico risultato sia quello dell’erosione della redditività di investimenti importanti, fatti dalle imprese agricole che aspirano all’autosufficienza energetica. Per quanto riguarda la produzione di energia termica da biomasse agroforestali, Confagricoltura ha chiesto che nel DL Sostegni si espliciti il criterio di determinazione della componente riconducibile alla valorizzazione dell’energia ceduta, con l’esclusione della quota incentivo. 

Riguardo alle emergenze che assediano alcuni comparti produttivi, la Confederazione ha richiesto l’aumento della percentuale di compensazione Iva animali per gli allevamenti avicoli, colpiti duramente dall’influenza aviaria. L’incremento proposto è del 9,5% e andrebbe a sostenere la ripresa della filiera. 

Per queste imprese, Confagricoltura domanderà, inoltre, la proroga dei termini dei versamenti 2022. Richiesta che riguarderà anche gli allevamenti colpiti dal virus della peste suina e le attività alberghiere, compresi gli agriturismi, con sede nelle aree interessate dai focolai di entrambi i virus. 

Per l’associazione, infine, è fondamentale portare da 3 a 40 milioni la dotazione finanziaria prevista per gli indennizzi degli allevatori raggiunti dal divieto di allevamento, riproduzione in cattività, cattura e uccisione di visoni e altri animali da pelliccia.

Fonte: Confagricoltura