Corte di Giustizia francese annulla l’obbligo di etichettatura d’origine del latte

Il Consiglio di Stato francese ha annullato l’obbligo di dichiarare in etichetta l’origine geografica del latte, anche quando utilizzato come ingrediente in alimenti preconfezionati. Un decreto governativo nel 2016 aveva sancito l’obbligatorietà, in via sperimentale, di fornire tale informazione fino al 31 dicembre 2021. Il gruppo Lactalis ha richiesto l’annullamento di tale obbligo.

Dopo aver interrogato la corte di giustizia dell’Unione europea, il Consiglio di Stato ha valutato che non venissero soddisfatte le condizioni necessarie a imporre tale etichettatura. Il Consiglio di Stato ha quindi accolto il ricorso presentato dal gruppo Lactalis in quanto ritenute in contrasto con il regolamento Ue 1169/2011 relativo all’informazione dei consumatori sulle derrate alimentari. La Corte di Giustizia UE ad ottobre 2020 aveva dato il via libera all’etichettatura d’origine degli alimenti ma ad alcune condizioni, tra le quali “esistenza di un nesso comprovato tra talune qualità degli alimenti e la loro origine o provenienza” e “ove gli Stati membri forniscano elementi a prova del fatto che la maggior parte dei consumatori attribuisce un valore significativo alla fornitura di tali informazioni”.

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che il Ministero francese non sia riuscito a dimostrare quanto sopra.

Un portavoce del gruppo Lactalis, come riporta Agrisole, ha dichiarato che la pronuncia del Consiglio di Stato garantisce che la libera concorrenza non sia compromessa dai numerosi provvedimenti sull’origine assunti dagli Stati membri. Il mercato europeo deve restare unico, anche per tutelare l’esportazione dei prodotti lattiero-caseari francesi. Di tutt’altro tenore le reazioni del mondo agricolo. «La decisione del Consiglio di Stato rappresenta un passo indietro inaccettabile», ha sottolineato in una nota la Fnsea, l’organizzazione più rappresentativa degli agricoltori francesi. Il risultato pratico è quello di «impedire ai consumatori di conoscere l’origine dei prodotti e di scegliere liberamente». Al governo è stato chiesto di «fare ogni sforzo per ripristinare l’obbligo» di indicazione dell’origine