CREDITO D’IMPOSTA INVESTIMENTI IN BENI STRUMENTALI NUOVI 4.0 – NOVITÀ

Con due risposte l’Agenzia delle Entrate ribadisce che la mancata indicazione in fattura sia di saldo, sia di acconto, dello specifico riferimento alle norme agevolative (art. 1 commi da 184 a 197 della Legge n. 160/2019), costituisce causa di revoca dell’agevolazione. Si può comunque, procedere alla regolarizzazione delle stesse fatture che ne risultassero sprovviste con le seguenti modalità:

  •     a) per le fatture emesse in formato cartaceo, il riferimento può essere riportato dall’impresa acquirente sull’originale di ogni fattura, sia di acconto che di saldo, con scrittura indelebile, anche mediante l’utilizzo di un apposito timbro;
  •     b) per le fatture elettroniche si può, in alternativa, stampare il documento di spesa apponendo la predetta scritta indelebile o realizzare un’integrazione elettronica da unire all’originale e conservare insieme allo stesso con le modalità previste per l’inversione contabile/Reverse charge (vedi circolare n. 14/E del 2019), in quanto una fattura elettronica veicolata tramite SdI è immodificabile. In questo secondo caso il cessionario/committente può predisporre un documento da allegare al file della fattura in questione, contenente sia i dati necessari per l’integrazione sia gli estremi della fattura stessa, e inviare tale documento allo SdI per la sua conservazione.

La predetta regolarizzazione dei documenti già emessi dovrà essere operata, da parte dell’impresa beneficiaria, entro la data in cui sono state avviate eventuali attività di controllo.

A chiusura si ricorda e ribadisce che i soggetti che si avvalgono del credito d’imposta sugli investimenti sono tenuti ad conservare, pena la revoca del beneficio, documenti idonei a dimostrare l’effettivo sostenimento della spesa e la corretta determinazione dei costi agevolabili. A tal fine, le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere l’espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 184 a 194.