Crefis, ad agosto bene il mercato dei suini da macello

La newsletter mensile del Crefis sulle filiere suinicole evidenzia che in agosto il mercato nazionale dei suini da macello ha visto toccare nuovi livelli record ma allo stesso tempo sono cresciute anche le quotazioni delle principali commodity utilizzate per l’alimentazione suina, che però se paragonate, oltre che al mese appena trascorso, anche a quelli precedenti, mostrano segnali di rallentamento.
Quello che si nota è che per quegli allevatori impegnati nell’intera fase del ciclo produttivo (ciclo chiuso) i fattori descritti in precedenza hanno avuto un’influenza “positiva” sulla redditività se confrontati con il mese precedente (+4%), impatto che viene, però, ridimensionato se si considerano gli anni precedenti (-13,7%). Stesso andamento per il ciclo produttivo lungo ovvero la fase di ingrasso (sito 3), infatti, il livello di prezzo dei suini da macello pesanti ed il parziale rallentamento dei prezzi dell’alimentazione hanno portato ad una ripresa in termini congiunturali, con una variazione del +3,0% rispetto a luglio. Tale livello non rappresenta comunque una situazione positiva per questi allevatori che, data la lunghezza del ciclo produttivo, risentono ancora degli sbalzi di prezzo avvenuti sul mercato dei cereali nei mesi precedenti, con la conseguenza che l’attuale livello di redditività risulta più basso del -4,7% se paragonato a quello dello scorso anno. Questo proprio a causa della specificità di queste tipologie di allevamenti, che risentono più lentamente degli andamenti di breve periodo e, in particolare, delle fluttuazioni dei prezzi dei cereali.
Dall’altro lato, gli operatori impegnati nelle fasi più brevi dell’allevamento (sito 1 e sito 2), data la minore durata del ciclo produttivo, hanno risentito in maniera differente di questa situazione, mostrando aumenti sia su base congiunturale che tendenziale. Gli allevatori impegnati nella fase di svezzamento (SITO 1) hanno visto una sostanziale stabilità della redditività rispetto al mese precedente (+0,4%), raggiungendo un livello che è risultato più alto del 7,6% rispetto a quello dello scorso anno. Medesimo andamento si è verificato anche per la redditività della fase di accrescimento (SITO 2) che, rispetto a luglio, ha registrato un +1,0%, mentre in termini tendenziali la differenza, sempre positiva, è stata del +2,6%.

In agosto i prezzi dei suini da macello sono ulteriormente cresciuti rispetto al mese precedente, ritoccando così i valori record fatti segnare il mese scorso. Crescono anche le quotazioni delle scrofe da macello, mentre sono rimasti stabili i prezzi degli animali da allevamento. Il prezzo medio mensile dei suini da macello destinati al circuito tutelato è stato pari a 1,937 euro/kg per gli animali di peso 160-176 kg, con un incremento del +6,0% rispetto al mese precedente. Per quanto riguarda i suini da alleva-mento il prezzo medio mensile di luglio degli animali di 7 kg è stato confermato pari a 52,700 euro/capo, così come non si sono registrate variazioni congiunturali per le quotazioni degli animali di 30 e 40 kg ancora scambiati rispettivamente a 3,155 euro/kg e 2,708 euro/kg. Le variazioni tendenziali sono risultate positive per tutte e tre le tipologie di peso. La quotazione delle scrofe da macello è ulteriormente cresciuta facendo registrare una variazione del +3,0% rispetto al mese precedente e raggiungendo un valore di 0,661 euro/kg (dato più alto da marzo 2020). Rispetto allo scorso anno l’attuale valore è risultato del 16,6% più elevato.

I prezzi dei suini da macello pesanti hanno portato ad una riduzione della redditività dei macellatori italiani del -1,1% rispetto al mese precedente, mantenendo positivo il confronto con il 2021: +4,8%. In agosto, la stabilità dei prezzi dei prosciutti stagionati, unita al maggior esborso sostenuto dagli stagionatori per l’acquisto delle cosce fresche ad inizio del periodo di stagionatura, hanno portato ad una ulteriore diminuzione della redditività degli stagionati di prosciutti, sia a livello congiunturale che tendenziale.
Le tensioni sui mercati nazionale ed internazionali, si sono riversate anche sulle riunioni delle Commissioni Uniche Nazionali, dove ci sono state difficoltà nella definizione delle quotazioni.

Fonte Crefis