Crefis Cereali: prezzi alle stelle

Nell’ultimo mese i prezzi delle principali commodity considerate sono aumentati sia rispetto al mese precedente, che nei confronti di un anno fa. In particolare, si segnala come nell’ultima settimana la situazione Ucraina e le notizie politiche relative alla preparazione di sanzioni economiche/commerciali alla Russia, hanno avuto una reazione immediata sul mercato dei cereali, con prezzi che hanno fatto segnare un deciso aumento su base settimanale.

In febbraio, a Milano i prezzi del mais nazionale sono cresciuti toccando i valori più elevati da luglio 2015 per il prodotto contratto 103 e da gennaio 2002 per quello nazionale con caratteristiche. Nello specifico, per il primo prodotto il valore medio raggiunto è stato di 282,5 euro/t (+1,3%), mentre nel secondo è stato di 286,3 euro/t (+1,1%); variazione congiunturale positiva anche per il mais di provenienza comunitaria (+1,4%), quotato a 294,4 euro/t. In aumento anche il prodotto francese, che ha raggiunto un valore medio mensile di 266,6 euro/t (+3,4%), e quello statunitense, che ha toccato i 231,7 euro/t (+4,8% rispetto a gennaio e dato più elevato da maggio 2021). Le variazioni tendenziali sono risultate positive e a due cifre per tutti i prodotti considerati.

Alla borsa merci di Milano, la soia nazionale è cresciuta del +5,3% su base congiunturale, raggiungendo un valore di 626,5 euro/t che torna, quindi, su livelli decisamente elevati. In aumento anche il prezzo della soia estera (+9,5% rispetto a gennaio) che tocca il dato più elevato da gennaio 2002, pari a 605,8 euro/t. Medesimo andamento è stato registrato anche per la soia statunitense (+10,4%), che ha raggiunto un prezzo di 483,3 euro/t (dato più elevato dal 2016), così come un deciso balzo in avanti è stato osservato per la soia brasiliana (+15,5%), salita a 540,0 euro/t (il dato più elevato di sempre, cioè da gennaio 2002). Tale aumento sarebbe dovuto all’eccesso di pioggia che ha rallentato la raccolta di soia, unito da una domanda estera che continua a crescere, creando così le condizioni per una carenza di offerta. Le variazioni tendenziali restano tutte ampiamente positive, con valori dal +18% al +31%.

Nell’ultimo mese, sul mercato nazionale, le quotazioni dell’orzo nazionale pesante scambiato a Milano hanno subito un rallentamento, fermandosi a 294,3 euro/t (-0,7% la variazione congiunturale); medesimo andamento si è registrato per il prodotto comunitario (-1,4%), che ha raggiunto un valore medio mensile di 302,5 euro/t. Variazione congiunturale positiva è stata, invece, registrata sul mercato francese (+2,2%), dove la quotazione dell’orzo è salita a 267,9 euro/t. Restano positive le variazioni tendenziali per tutti i mercati considerati.

Fonte: Crefis