CREFIS: migliora la redditività negli allevamenti suinicoli

Il report di novembre del Crefis sul settore suinicolo evidenzia che nel mese di ottobre l’ulteriore crescita dei prezzi dei suini da macello e il rallentamento dei prezzi delle materie prime utilizzate per l’alimentazione suina, hanno portato ad un miglioramento della redditività degli allevatori impegnati nel Ciclo chiuso, che rispetto al mese precedente ha fatto segnare una crescita del +2,0%. Per la prima volta durante l’anno in corso, l’attuale livello di redditività è tornato al di sopra dei livelli fatti registrare nello stesso periodo dello scorso anno (+2,0% la variazione tendenziale).  

Anche gli allevatori impegnati nella fase di svezzamento hanno visto un nuovo aumento della redditività rispetto al mese precedente (+3,2%). L’aumento di prezzo fatto segnare dai suini da allevamento di 7 kg (output finale di questa fase dell’allevamento), unito al rallentamento delle quotazioni delle materie prime, ha portato ad un incremento della redditività di questi allevatori. Positivo anche il confronto rispetto allo scorso anno (+16,2%), grazie al fatto che l’attuale prezzo dei suini di 7 kg è decisamente più elevato di quello di 12 mesi fa.

Medesimo andamento si è verificato anche per la redditività della fase di accrescimento che, rispetto a settembre, ha registrato un +4,9%, mentre in termini tendenziali la differenza, sempre positiva, è stata del +20,8%. Questa fase, grazie al ciclo produttivo molto corto, ha sfruttato più di altre il rallentamento dei prezzi delle materie prime e ovviamente l’aumento dei prezzi dei suini da allevamento di 40 kg, unito al fatto che all’inizio del ciclo produttivo, il prezzo di acquisto del suinetto di 7 kg non aveva fatto segnare variazioni.

Anche in ottobre, continua la crescita verso l’alto del

Le quotazioni dei suini da macello e da allevamento hanno continuato a crescere anche nel mese di ottobre, con i primi che toccano così nuovi livelli massimi. Va segnalato che rispetto al mese di settembre, le variazioni registrate risultano comunque più contenute.
Il prezzo medio mensile dei suini da macello destinati al circuito tutelato è stato pari a 2,065 euro/kg per gli animali di peso 160-176 kg, con un incremento del +2,4% rispetto al mese precedente; per quelli di peso 144-152 kg e 152-160 kg le quotazioni sono state pari rispettivamente a 1,975 euro/kg ed a 2,005 euro/kg, valori entrambi in crescita del +2,5%. Positive le variazioni tendenziali, con valori attorno al +35%-37%. Si segnala che nella terza settimana del mese i prezzi sono stati definiti come “range di prezzo”. Nell’ultimo mese un incremento è stato osservato anche per i prezzi dei suini da macello destinati al circuito non tutelato.

Per quanto riguarda i suini da allevamento, invece, il prezzo medio mensile di ottobre degli animali di 7 kg è salito a 53,975 euro/capo (+2,4% rispetto a settembre), mentre un incremento congiunturale del +4,1% ha interessato le quotazioni degli animali di 30 kg e 40 kg che hanno raggiunto valori rispettivamente di 3,335 euro/kg e di 2,881 euro/kg. Le variazioni tendenziali sono risultate positive per tutte e tre le tipologie di peso: +38,0% per gli animali di 7 kg, +55,0% per i 30 kg e +58,4% per i 40 kg.
Anche in ottobre continuano le criticità all’interno della Commissione Unica Nazionale Scrofe da Macello, con le componenti delle Commissioni che non raggiungo il numero minimo di commissari previsto dal regolamento, ed il Comitato dei Garanti che non riesce a raggiungere un’intesa per la formulazione dei prezzi. Il risultato è che anche in ottobre le scrofe da macello non sono mai state quotate.

FONTE: Crefis