Crefis suini: a luglio bene i prezzi, ma costi elevati

In luglio la redditività dell’allevamento suinicolo italiano è diminuita del -0,8% rispetto al mese precedente, restando anche al di sotto (-7,3%) del livello toccato lo scorso anno. A pesare, nonostante l’aumento dei prezzi dei suini da macello, è stato il costo delle materie prime spalmato sul periodo di ingrasso.

Al contrario la redditività della macellazione è, invece, aumentata del +1,4% sempre su base congiunturale, rimanendo però negativa in termini tendenziali -9,5%. In aumento, in termini congiunturali, la redditività degli stagionatori di prosciutti sia destinati al circuito DOP che a quello non tutelato. In aumento i prezzi dei suini da macello e delle cosce fresche, mentre sono diminuite le quotazioni degli animali da allevamento e dei lombi. Nell’ultimo mese sono ulteriormente cresciute le quotazioni dei prosciutti stagionati DOP, mentre sono diminuite quelle di mais e soia.

Mercato nazionale dei suini

In luglio i prezzi dei suini da macello sono continuati a crescere, sia per gli animali destinati al circuito tutelato che per quelli inviati al mercato delle NON DOP. Calati, invece, ulteriormente i prezzi dei suini da allevamento.

Per quanto riguarda la Cun suini da macello, i Commissari ed il Garante di parte acquirente hanno rassegnato le dimissioni, pertanto i prezzi sono stati formulati per tutto il mese dal Comitato dei Garanti, che ha fatto sempre ricorso al range di prezzo. Il prezzo medio mensile dei suini da macello destinati al circuito tutelato è stato pari a 1,566 euro/kg per gli animali di peso 160-176 kg, per quelli di peso 144-152 kg e 152-160 kg le quotazioni sono state rispettivamente di 1,476 euro/kg e di 1,506 euro/kg, tutti i valori rialzo del +0,5% rispetto a giugno. Le variazioni tendenziali sono risultate nettamente positive, con valori che vanno dal +30% al +32%. Tali differenze derivano, più che dall’attuale incremento, dal forte calo di prezzo che si era verificato nella parte terminale di maggio 2020 e che era proseguito anche nel mese di giugno, quando le quotazioni settimanali erano mediamente scese sotto la soglia di 1 euro/kg.

Nell’ultimo mese sono aumentate anche le quotazioni dei suini da macello destinati al circuito non tutelato, con il prezzo medio mensile degli animali di peso 160-176 kg pari a 1,461 euro/kg (+0,6% rispetto a giugno).

Per la Cun suini da allevamento, i prezzi non sono stati formulati nella terza settimana del mese. In particolare, il prezzo dei suinetti di peso di 30 kg è sceso del -11,1% rispetto a giugno, fermandosi a 3,303 euro/kg, mentre per quelli di 7 kg il prezzo è stato pari a 49,600 euro/capo (-11,9%). Le variazioni tendenziali restano comunque positive sia per il prodotto di 30 kg (+53,6%) che per quello di peso 7 kg (+26,4%).

Commercio estero

Nel periodo gennaio-aprile 2021il commercio estero dell’Italia di suini, carni suine, grassi di maiale e salumi ha complessivamente realizzato un saldo finale pari a -34,7 milioni di euro, dato in miglioramento di quasi 234 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, grazie al forte calo delle importazioni del comparto e alla contemporanea crescita dell’export.

Le esportazioni hanno, infatti, raggiunto i 652,7 milioni di euro nei primi quattro mesi dell’anno, valore che ha registrato un incremento del +12,1% in termini tendenziali e a cui è corrisposto un quantitativo di 120 mila tonnellate (+19,4%). I prosciutti crudi disossati si confermano il prodotto maggiormente esportato grazie ad un valore di 237,5 milioni di euro. I principali paesi di destinazione delle spedizioni nazionali restano Germania (117,8 milioni di euro) e Francia (92,9 milioni di euro), seguiti da Regno Unito (51,0 milioni di euro) e Stati Uniti (49,3 milioni di euro).

Dal lato delle importazioni, nel periodo gennaio – aprile queste sono state pari a 687,4 milioni di euro, in flessione del 19,2% in termini tendenziali e corrispondenti ad un volume di 355 mila tonnellate (+4,6%). Le cosce suine fresche, il prodotto maggiormente acquistato dall’Italia all’estero, hanno raggiunto un valore di 316,8 milioni di euro. La quasi totalità degli acquisti nazionali è avvenuta sul mercato comunitario, con la Germania che ha rappresentato il 38,1% delle importazioni italiane in valore.

Per quanto riguarda l’acquisto all’estero di suini vivi, nel periodo gennaio – aprile esso è stato pari a oltre 330 mila capi, numero che si conferma in diminuzione rispetto all’anno precedente (-5,8%).

Fonte: Crefis