Crotti e Boselli: il futuro del comparto della zootecnia da latte

Crotti e Boselli a Palazzo Lombardia a confronto con l’assessore Rolfi per pianificare il futuro del comparto

Diversificare la produzione, implementare il piano di settore e incentivare l’export. Gli obiettivi per il futuro del comparto sono stati discussi ieri con l’Assessore regionale all’Agricoltura, Fabio Rolfi, in una riunione fortemente voluta dal Presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, Riccardo Crotti per superare la fase critica attraversata dalla zootecnia da latte.

Presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, Riccardo Crotti

«Le aziende che si trovano nelle condizioni più penalizzanti sono quelle che conferiscono all’industria — ha commentato Crotti, specificando che il prezzo, che varia fra i 34 e i 38 centesimi, non è sufficiente neppure a coprire i costi di produzione, lievitati a causa dell’aumento delle quotazioni delle materie prime, in particolare la soia e il mais. A questo, si lega il tema della sovrapproduzione di latte: «Il tasso di autoapprovvigionamento è sempre più elevato — sottolinea il presidente della Libera —. I ritmi attuali impongono di guardare verso nuovi mercati anche per scongiurare il rischio che il nostro prodotto d’eccellenza finisca sugli scaffali della GDO come latte Uht». Tra le ipotesi c’è anche quella di ricorrere a un polverizzatore: «Un’idea che caldeggio personalmente già dal 2019 —dichiara Crotti—. In questo modo il latte in eccesso potrebbe essere immesso sul mercato per utilizzi diversi». L’obiettivo prioritario, sottolinea Crotti, resta quello di rafforzare la competitività e la redditività degli allevatori perché è la sostenibilità economica ad essere la base dello sviluppo sostenibile.

Presidente di Confagricoltura Lombardia, Antonio Boselli

All’incontro ha partecipato anche il Presidente di Confagricoltura Lombardia, Antonio Boselli, che ha osservato come l’altissima variabilità del prezzo rappresenti un enorme problema per il comparto. Tra le possibili soluzioni, Boselli ha proposto la «diversificazione delle produzioni, per massimizzare la distintività dei formaggi andando incontro ai gusti dei consumatori» e un’apertura verso i «mercati emergenti, in special modo quelli del Sud-Est, che hanno grandi disponibilità finanziarie distribuite su un altissimo numero di abitanti.

Fonte: La Provincia