Dal caso Fiera al rilancio del sistema Cremona

L’intervento del Presidente Riccardo Crotti al programma Sviluppo e Territorio di Cremona 1

Ospiti collegati da remoto: Gianluca Galiberti, Luciano Pizzetti, Gian Domenico Auricchio, Riccardo Crotti, Andrea Badioni, Carlo Malvezi, Alessandro Zani, Fabio Antoldi, Massimiliano Falanga, Mirko Signoroni, Paolo Voltini e Marcello Ventura

Temi di assoluto rilievo sono emersi durante la puntata di “Sviluppo e Territorio” di Guido Lombardi su Cremona 1, intitolata “Dal caso Fiera al rilancio del sistema Cremona”. Una puntata speciale sia per il numero di ospiti sia per il rilievo politico ed economico che questi ricoprono. Collegati da remoto, Gianluca Galiberti, sindaco di Cremona, Luciano Pizzetti, deputato del Pd, Gian Domenico Auricchio, commissario della Camera Di Commercio di Cremona, Riccardo Crotti, presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, Andrea Badioni, presidente di Confcommercio di Cremona,  Carlo Malvezi, capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale di Cremona , Alessandro Zani capogruppo della Lega, Fabio Antoldi, docente all’Università Cattolica di Cremona,  Massimiliano Falanga, direttore dell’Associazione Industriali di Cremona, Mirko Signoroni, presidente della Provincia, Paolo Voltini, presidente di Coldiretti Cremona e Lombardia, e infine Marcello Ventura capogruppo di Fratelli d’Italia.

Ospiti in studio il direttore de “La Provincia” Marco Bencivenga e di “Mondo Padano” Alessandro Rossi.

Il confronto entra subito nel vivo. Bencivenga, tralasciando quello che è capitato nel passato, chiede, rivolgendosi a Voltini, se la decisione di spostare la Mostra è definitiva o ci siano margini per un ripensamento. “È stata data la responsabilità a Coldiretti, ma non è così: spostare la fiera compete ad Anfij. Coldiretti ha appoggiato, su invito di Anafij, questo spostamento perché non c’era una prospettiva diversa” risponde il presidente di Coldiretti Cremona, che aggiunge “Dal 2015 abbiamo notato un calo di appeal, ma nessuno ci ha ascoltato. Siamo pronti a collaborare a un progetto spendibile, credibile, propedeutico per il settore ma con obiettivi chiari. Siamo pronti a sostenere investimenti, a patto che quelli che l’hanno gestita mettano pari condizioni rispetto a Coldiretti”.

Pronta la risposta di Riccardo Crotti che sottolinea come siano i fatti a dover parlare: “I fatti oggi dimostrano che tutta Cremona si augura e spera che la Fiera possa proseguire. È un brand del territorio non solo provinciale e regionale ma anche nazionale, riconosciuto in tutto il mondo. C’è un progetto di rilancio che è stato presentato a tutti, con idee e prospettive. Non ho visto altro, anche all’ultimo consiglio. I progetti sono arrivati soltanto da una parte. Da altri non ho visto la volontà di proseguire e partecipare, però li ho visti partecipare a una conferenza stampa con Anafij e altre organizzazioni. A Cremona parole e parole, poi si agisce diversamente”.

A sottolineare un’assoluta unità di intendenti e espressione tra Comune, Provincia e Camera di Commercio, il commissario Auricchio, che ricorda come lo scopo ultimo debba essere il benessere del territorio e che “Per un euro investito, ne ritornano tra i 9 e i 12. Questo è quello che ha mosso le istituzioni, con una assoluta condivisione tra ente camerale, Comune e Provincia, ha unirsi anche nella scrittura dei comunicati stampa”.

Dopo l’intervento del sindaco Galimberti, che ribadisce come: “Il piano di rilancio esiste, dobbiamo portarlo in Regione, al Governo, dobbiamo trovare finanziamenti, anche presso gli enti pubblici”, Antoldi, docente della Cattolica, ha espresso il suo punto di vista sulla questione: “Fatico a comprendere le motivazioni economiche di una scelta del genere. Tutte le fiere vivono trasformazioni pesanti, chiudono, ci sono concentrazioni, e duplicare fiere a distanze brevi è poco comprensibile. Al netto di un orgoglio storico, destrutturare una risorsa del genere è uno spreco. Non è il caso di creare conflitti né di depauperare”.

Come più volte sottolineato dagli ospiti della puntata, un progetto di rilancio per il territorio della provincia di cremona esiste già; si tratta del “Masterplan 3C, il piano di sviluppo di medio-lungo periodo promosso dall’Associazione degli Industriali di Cremona e realizzato da The European House – Ambrosetti attraverso l’elaborazione di scenari innovativi su temi prioritari per il territorio, l’identificazione di priorità e azioni coerenti partendo dagli asset principali del territorio quali agro-alimentare, metallurgia e meccanica, cosmetica, servizi alla persona, bioenergie e tutela del territorio e musica.

Guarda la puntata per intero a questo link.