Danni enormi all’agricoltura, la Regione dichiara guerra ai piccioni

Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi

La Regione Lombardia prende in mano il dossier piccioni e predispone un piano che punta ad essere risolutivo su gran parte del territorio. Per Cremona si tratta di una svolta di assoluto rilievo visti i problemi causati da questa specie di volatili a tutti i livelli. Su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, il Pirellone ha predisposto il controllo mediante abbattimento del colombo di città (il nome ufficiale dei piccioni), per prevenire gravi danni alle colture agricole.

Rolfi ha dichiarato che negli ultimi quindici anni questa specie ha causato danni per oltre 1 milione di euro all’agricoltura. In considerazione dell’aumento dei danni e della diffusione del piccione, e visto che i metodi dissuasivi sembrano non funzionare, è da ritenersi opportuno un intervento autorizzato da Ispra.

Le colture che hanno subito i danni più rilevanti sono avena, colza, erba medica, frumento, girasole, mais, orticole, orzo, riso e soia. Il prelievo potrà essere effettuato dal 19 settembre 2021 al 31 gennaio 2022 su tutto il territorio regionale. Le operazioni di abbattimento dovranno essere effettuate entro 100 metri dai confini degli appezzamenti agricoli interessati dalla presenza del colombo di città.

È stato stabilito un numero massimo di 20.000 capi prelevabili e di 800 cacciatori autorizzabili al controllo della specie. I cacciatori interessati potranno fare richiesta negli uffici territoriali tra il 26 luglio e il 9 agosto 2021. In funzione del numero di domande pervenute, la Regione poi emetterà un ulteriore atto per stabilire il numero di capi prelevabili.

L’assessore ha ricordato inoltre che la Lombardia è la prima regione agricola d’Italia e che l’agricoltura va difesa anche attraverso una alleanza sempre più stretta tra mondo agricolo e venatorio. Il sistema agroalimentare lombardo sarà il principale protagonista della ripartenza economica ed è necessario quindi mettere in campo tutte le azioni utili per tutelare il lavoro degli agricoltori.

Fonte: La Provincia