E Cremona si conferma «Capitale»

In uno scenario ancora limitato dall’emergenza, le Fiere Zootecniche di Cremona hanno rappresentato un segnale importante per tutto il settore primario. «Non è stato facile, in una situazione ancora limitante per gli spostamenti internazionali, riuscire ad organizzare un evento di questa portata; ma volevamo dare un segnale forte a tutto il settore: Cremona è uno degli snodi cruciali dell’agro-zootecnia mondiale. E la risposta entusiastica delle imprese e degli allevatori ci conferma che abbiamo fatto un buon lavoro — ha commentato al termine della manifestazione il presidente di CremonaFiere, Roberto Biloni —. Anche la presenza di tante istituzioni e rappresentanze politiche ha confermato l’importanza del lavoro svolto e che Cremona è il naturale Hub per l’agro-zootecnia. La fiera è inoltre strumento di visione e condivisione di idee, che quest’anno in particolare hanno sempre affrontato il tema della sostenibilità. Analizzando quanto l’agricoltura e l’allevamento siano cambiati, quanto stanno facendo e quanto faranno. La Fiera è dunque a disposizione del comparto e dell’intera filiera, dalla produzione alla trasformazione».

La centralità di Cremona come punto di incontro per la zootecnia internazionale è stata testimoniata anche dalla presenza estera, quest’anno tutt’altro che scontata. «I tre giorni di fiera sono la punta dell’iceberg – ha aggiunto il direttore generale Massimo De Bellis –: le attività che portiamo avanti per creare nuove opportunità sui mercati più promettenti per le aziende italiane durano infatti tutto l’anno, sono il frutto di relazioni iniziate anni fa, e si concretizzano in fiera con i matchmaking che organizziamo tra i nostri espositori e gli operatori internazionali».

Bilancio decisamente positivo anche nell’analisi di Riccardo Crotti, presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi e di Confagricoltura Lombardia: «Credo si possa parlare a buon diritto di un’edizione di ripartenza —ha commentato —. Girando tra gli stand e i capi esposti nella rassegna, ho potuto toccare con mano la vitalità e la soddisfazione degli espositori, la qualità del bestiame proveniente anche da altri Paesi europei, l’eccellente livello dell’organizzazione, la disposizione innovativa e funzionale (a partire dalla compresenza delle stalle e degli stand in uno stesso padiglione), il fascino del ring e di un’asta completamente rivisitata. Ancora una volta, quella di Cremona ha dimostrato con i fatti di essere la Fiera internazionale del bovino da latte: un appuntamento imprescindibile per tutti gli operatori del settore. Lo ha confermato e continuerà a farlo in futuro. Anche le presenze numerose e ai massimi livelli di esponenti della politica ribadiscono la centralità di questa rassegna; che ha proposto approfondimenti e lanciato messaggi importanti sulle principali questioni che interessano il nostro comparto. Su tutte, la necessità di una strategia nazionale che manca da troppi anni e della quale non si può più fare a meno. Una manifestazione premiata pure in termini di partecipazione, e per la quale ringrazio il presidente Biloni e il direttore De Bellis. Ci hanno sempre creduto, anche quando non c’era nulla di scontato; hanno saputo attraversare e gestire al meglio fasi di grande difficoltà. Ma alla fine, hanno avuto ragione loro».

Fonte: La Provincia 29/11/21