Rapporto Ispra: da agricoltura italiana riduzione delle emissioni dell’11,4% dal 1990

Secondo quanto emerso dal rapporto ISPRA “Inventario Nazionale delle Emissioni di gas serra” edizione 2022 che disegna il quadro globale e di dettaglio della situazione italiana sull’andamento dei gas serra e degli altri inquinanti dal 1990 al 2020, nel 2020 le emissioni di gas serra sono diminuite del 27% rispetto al 1990, passando da 520 a 381 milioni di tonnellate di CO2 e dell’8,9% rispetto al 2019, grazie alla crescita negli ultimi anni della produzione di energia da fonti rinnovabili (idroelettrico ed eolico), all’incremento dell’efficienza energetica nei settori industriali e alla riduzione dell’uso del carbone, ma anche alla pandemia da COVID-19 che ha portato, due anni fa, ad un periodo di blocco delle attività.

Responsabili di circa la metà delle emissioni nazionali di gas climalteranti sono stati i settori della produzione di energia e dei trasporti; questi ultimi hanno mostrato, complessivamente, una diminuzione del 16,4% rispetto al 1990; nel periodo 2019-2020, hanno registrato una notevole diminuzione delle percorrenze complessive (veicoli-km) e una brusca riduzione delle emissioni, (-19.4%), dovuta anch’essa al lockdown. Nel 2020 la quota di energia rinnovabile era pari al 20.4% rispetto al consumo finale lordo, un valore superiore all’obiettivo del 17%, più che triplicata rispetto al 2004 quando rappresentava il 6.3% del consumo finale lordo di energia.

L’agricoltura è stata responsabile solo dell’8,6%, mentre il settore dell’energia, i trasporti, il comparto residenziale e dei servizi, oltre alle industrie energetiche, hanno contribuito per oltre il 78%: dal 1990 il comparto agricolo italiano ha registrato un calo delle emissioni pari a -11,4%.

L’Ispra sottolinea che la principale causa che ha portato ad una riduzione delle emissioni degli allevamenti zootecnici (-15% dal 1990) è costituita dal calo del numero dei capi allevati e in particolare dei bovini, che nel periodo preso in esame ha visto ridursi le consistenze del 23%, passando da 7,7 a 5,9 milioni di capi. Il settore avicolo, rispetto a tutta la zootecnia italiana, contribuisce alla produzione di emissioni di gas serra solo per il 3,4%. Infine, il Report ricorda che nel periodo preso in esame (1990-2020) si è registrata una riduzione del 19% anche per effetto della digestione anaerobica dei reflui zootecnici utilizzati per la produzione di biogas.

Fonte: Ispra