EU: Outlook 2022-2023, rallentamento della crescita della produzione

L’8 dicembre, il commissario Janusz Wojciechowski ha aperto la conferenza sulle prospettive agricole dell’UE per il 2022 sul tema “Un sistema agroalimentare sostenibile forgiato nelle crisi”. In questa occasione, la Commissione ha pubblicato le sue ultime prospettive a medio termine per i mercati agricoli, i redditi e l’ambiente dell’UE fino al 2032. La conferenza sulle prospettive agricole dell’UE è un evento annuale che consente un ampio scambio tra le parti interessate sulle prospettive del mercato agricolo. Questo include una discussione del quadro politico e delle incertezze che circondano gli sviluppi del mercato nei prossimi 10 anni. Con interventi di rappresentanti di alto livello degli organismi dell’UE e delle organizzazioni internazionali, tavole rotonde ed esempi illuminanti, questo evento riunisce agricoltori, esperti agroalimentari e stakeholder rurali per discutere questioni di attualità ed esaminare le prospettive a medio termine per i mercati agricoli, i redditi e l’ambiente fino al 2032.

Rapporto: prospettive agricole dell’UE 2022-32

La relazione presenta le prospettive a medio termine per i mercati agricoli, il reddito e l’ambiente dell’UE da qui al 2032, sulla base di una serie di ipotesi macroeconomiche coerenti considerate le più accurate al momento dell’analisi. Questa edizione è stata preparata in un ambiente in forte cambiamento:

  • All’inizio del 2022, la ripresa post-COVID ha portato a interruzioni dell’offerta e del commercio e all’aumento dei prezzi delle materie prime e dei costi dei fattori di produzione.
  • Nuovi gravi shock sono arrivati ​​con l’invasione russa dell’Ucraina, portando ulteriori incertezze ai mercati agricoli e alla sicurezza alimentare globale.
  • Tutto ciò si è aggiunto ai cambiamenti osservati a causa di eventi meteorologici dirompenti legati ai cambiamenti climatici e alle epidemie di malattie degli animali.

La relazione prende in considerazione i piani strategici della PAC dei singoli paesi dell’UE e i possibili sviluppi del mercato che ne derivano. Contiene inoltre osservazioni sulle implicazioni di:

  • obiettivi specifici della PAC,
  • cambiamenti più ampi relativi all’implementazione di metodi di produzione sostenibili,
  • la riduzione della dipendenza energetica,
  • il rafforzamento della resilienza del settore,
  • cambiando le diete.

Nel complesso, la crescita sostenibile rimane un fattore chiave che incide sui futuri sviluppi dell’agricoltura dell’UE. Le azioni derivanti dalle strategie Farm to Fork e Biodiversità vengono prese in considerazione al momento dell’approvazione e dell’attuazione della legislazione corrispondente. Altrimenti, la direzione del cambiamento relativa a queste azioni è considerata solo nella misura osservabile finora nei singoli mercati. Il rapporto è accompagnato dall’analisi di un insieme selezionato di incertezze di mercato al fine di misurare il potenziale di variazione dei risultati. Possibili variazioni derivano in particolare dalle fluttuazioni del contesto macroeconomico, delle rese delle principali colture e del latte. Vengono inoltre presentati scenari specifici per eventi meteorologici estremi e una possibile minore densità di bestiame rispetto ai livelli attuali a livello regionale.

Nella prospettiva del prossimo decennio emerge una tendenza al rallentamento della crescita della produzione nel comparto delle coltivazioni vegetali e una dinamica di segno negativo nel settore zootecnico, soggetto a un graduale ma progressivo percorso di estensivizzazione dei processi produttivi. Associato a questo scenario produttivo un tendenziale aumento dei prezzi alla prima fase di scambio e al consumo, con incrementi soprattutto per le uova e le carni suine e bovine. Le previsioni contemplano anche una generalizzata propensione, indotta dalle politiche Ue, alla riduzione dell’impatto ambientale e climatico legato alle attività di coltivazione e di allevamento.

La superficie cerealicola a livello europeo diminuirà marginalmente a 57,2 milioni di ettari entro il 2032, in previsione di una riduzione delle semine a orzo e mais. Una tendenza dettata dall’effetto combinato di una diminuzione di oltre il 6% a fine periodo degli impieghi mangimistici e foraggeri, compensata da un aumento attorno al 4% del consumo per l’alimentazione umana, con un bilancio complessivo di sostanziale pareggio rispetto alla fotografia attuale. L’Ue manterrà il ruolo di esportatore netto sia di frumento sia di orzo, confermando invece la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento di mais e riso. I miglioramenti di resa spingeranno attorno ai 33 milioni di tonnellate la produzione Ue di semi oleosi, in crescita di oltre il 9% rispetto alla media 2020-22, riducendo il ricorso alle importazioni anche di semi di soia.

Nel comparto zootecnico il deconsolidamento del patrimonio, bovino e suino in particolare, comporterà una generale tendenza alla riduzione della produzione per tutti i prodotti di origine animale. E’ prevista una riduzione delle mandrie bovine negli allevamenti dell’Ue di oltre il 9% e di una analoga, anche se leggermente più accentuata, diminuzione degli suini. Per il comparto lattiero-caseario si prospetta una diminuzione dello 0,2% l’anno della produzione di latte nell’Ue, anche se è previsto il mantenimento del primato mondiale per le forniture di prodotti lattiero-caseari dato da una maggiore ricettività dei mercati esteri e di un consumo interno maturo, ma stabile nella proiezione decennale.

Questa relazione della Commissione è uno sforzo congiunto tra la direzione generale dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale e il Centro comune di ricerca, la cui direzione generale è responsabile del contenuto.

Il rapporto in inglese è scaricabile QUI