Export lombardo: rimbalzo congiunturale (+17,9%) grazie alla ripresa delle attività nel terzo trimestre, ma resta negativo il confronto con il 2019 (-7,9%)

La ripresa delle attività dopo il lockdown riattiva gli scambi con l’estero nel trimestre estivo con un incremento congiunturale generalizzato

Unioncamere Lombardia ha pubblicato il rapporto sul commercio estero in Lombardia nel III trimestre 2020. La ripresa delle attività dopo il lockdown ha riattivato gli scambi con l’estero nel trimestre estivo con un incremento congiunturale generalizzato (+17,9%), ma resta negativo il confronto con il 2019 (-7,9%).

“I segnali positivi dell’attività produttiva lombarda nel terzo trimestre sono confermati dalla ripresa degli scambi con l’estero – commenta il Presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio – con un rimbalzo congiunturale che interessa tutte le provincie e la maggior parte dei prodotti. Nel confronto su base annua il recupero non consente ancora di recuperare il terreno perso nel primo semestre, ad eccezione dei prodotti alimentari”.

Il quadro complessivo per le principali regioni manifatturiere del nord vede un forte incremento congiunturale delle esportazioni a partire da Piemonte (+32,7%), Veneto (+25,3%), ed Emilia Romagna (+23,2%) con la Lombardia al 17,9%. Questi risultati positivi spiegano assieme più di due terzi del rimbalzo dell’export italiano (+24,1%). Il quadro tendenziale rimane invece ancora negativo ma rispetto allo scorso trimestre la contrazione si riduce notevolmente passando da -28,5% a -4,9% a livello nazionale e da -27,3% a -7,9% per la Lombardia.

In Lombardia i prodotti alimentari registrano non solo il rimbalzo congiunturale, ma anche un incremento tendenziale (+1,6%); per le altre classi di prodotto si registra un miglioramento tendenziale ma i risultati complessivi sono ancora negativi.

Per la provincia di Cremona i risultati positivi significativi sono appannaggio di tipologie di prodotto con quote contenute sull’export provinciale, quali: apparecchi elettrici (+13%), mezzi di trasporto (+12%), gomma e materie plastiche (+9%). Ciò non riesce però a contrastare le perdite registrate da Metalli di base e prodotti in metallo (-15%), macchina e apparecchi (-12%), sostanze e prodotti chimici (-12%) e prodotti alimentari (-7%).

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